SALERNO E PROVINCIA NEWS Terrore a Eboli: bomba carta esplode nel rione Pescara davanti alla porta di una famiglia

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una notte di violenza e paura ha scosso il cuore del rione Pescara a Eboli. Intorno alle 4:00 del mattino, un forte boato ha svegliato i residenti di via don Giuseppe Diana, dove l’esplosione di una bomba carta ha causato danni e panico all’interno di un edificio gestito dall’Acer. L’ordigno è stato piazzato proprio davanti alla porta d’ingresso di un appartamento occupato da una donna e dai suoi figli, uno dei quali affetto da gravi problemi di salute.
L’attentato dinamitardo si è consumato nel silenzio della notte, lasciando dietro di sé detriti e una comunità profondamente scossa. Il bersaglio apparente è l’abitazione di una famiglia vulnerabile, che si è ritrovata improvvisamente nel mirino di un gesto di estrema ferocia. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza l’area e verificare la stabilità della struttura, oltre ai sanitari che hanno dovuto prestare soccorso ai residenti in stato di shock.
I Carabinieri della compagnia locale hanno immediatamente avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli inquirenti stanno cercando di capire se l’obiettivo fosse realmente la famiglia colpita o se si tratti di un errore di persona o di un avvertimento trasversale. All’interno dello stesso stabile, infatti, risulterebbe residente un pregiudicato già noto alle forze dell’ordine per attività legate allo spaccio di stupefacenti. L’ipotesi principale è che il gesto possa essere riconducibile a un regolamento di conti nel mondo della malavita locale.
Oltre alla paura, tra i palazzi dell’Acer monta la protesta per lo stato di abbandono del quartiere. “Siamo cittadini di serie C. Qui nemmeno l’illuminazione funziona”, gridano i residenti, esasperati da una situazione di insicurezza che dura da anni. Una testimone racconta i momenti drammatici dell’esplosione: “Stanotte è stato il picco dell’inciviltà. Per lo spavento mi è salita la pressione a 180. Non ci sono telecamere, non c’è sicurezza né luce: siamo lasciati soli”. La mancanza di videosorveglianza nel rione rende infatti più complesso il lavoro degli investigatori nel rintracciare i responsabili della fuga dopo l’attentato. LA CITTA DI SALERNO
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