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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Raudy, il Golden Retriever che aiuta i pazienti affetti da disturbi alimentari: «Con lui ci sentiamo bene e non pensiamo al cibo»

15 Marzo 2026, 09:09am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MORENA MOTTA «La possibilità di poter interagire con altre persone, simili a me, mi aiuta a sentirmi meno sola». Questa è soltanto una delle giovani voci che provengono da Food for mind, un centro con sedi presenti in tutta Italia che, grazie al lavoro di esperti e volontari, si occupa di aiutare i pazienti ad affrontare e a guarire dal proprio disturbo alimentare.

Tra di loro, però, c’è anche un piccolo aiutante a quattro zampe: si tratta di Raudy, un Golden Retriever di quattro anni che, grazie a delle giornate dedicate all’intervento assistito con gli animali, riesce ad aumentare la calma e a far crescere la speranza anche nei pazienti più fragili. «L’obiettivo è quello di spostare il focus dal cibo alle relazioni», spiegano a Leggo le psicologhe del centro e le esperte dell’associazione Il Collare d’oro in occasione del 15 marzo, Giornata nazionale del fiocchetto lilla.

Le storie

Quando si pensa ai disturbi alimentari, si tende erroneamente a confinarli soltanto al rapporto con il cibo. Ma, in realtà, si insinuano lentamente anche nel modo in cui una persona vive le relazioni. La paura, il controllo e il senso di inadeguatezza che accompagnano queste difficoltà possono creare, spesso, delle barriere invisibili tra chi soffre e chi gli sta accanto. Spesso ci si sente non compresi, giudicati o troppo fragili per mostrarsi davvero. E così l’intimità lascia spazio al silenzio, all’isolamento o alla distanza emotiva.

Per questa ragione il sabato mattina, nella sede di Milano di Food for mind, ragazzi e ragazze si riuniscono per passare insieme un’ora in cui svolgere delle attività con la compagnia di Raudy. Tra di loro ci sono pazienti che seguono un percorso multidisciplinare per difficoltà evolutive e per la cura dell’ARFID: disturbo evitante o restrittivo dell’assunzione di cibo, caratterizzato da una persistente incapacità di soddisfare le necessità nutrizionali, senza un’alterata percezione del corpo. Solitamente si manifesta con disinteresse per l’alimentazione, evitamento sensoriale o paura di conseguenze negative, come soffocamento e vomito. Tra coloro che hanno preso parte al progetto ci sono Giada, Alice e Marco, che hanno preferito mantenere anonime le proprie identità per proteggere le fragilità del momento che stanno attraversando.

«Penso che l’attività mi abbia aiutato nel tempo con le relazioni sociali - racconta Giada, 21 anni - avendo avuto difficoltà in passato sul piano relazionale, la possibilità di poter interagire con le altre persone in di un animale mi ha aiutata a “scaricare la tensione” a riuscire ad avere interazioni più positive». Loro, tra una coccola e l’altra a Raudy, mentre realizzano tappetini sensoriali o altri giochi per il loro peloso amico riescono a interagire, abbassando sempre di più quel muro che hanno costruito. «Mi è utile perché mi fa sentire bene, mi piace e mi diverto», dichiara Marco, che invece ha soltanto 12 anni, seguito da Alice che ne ha 17: «L'attività è utile e rilassante, mi ha fatto stare bene e ha fatto scoprire nuove cose. Raudy è troppo bello e coccoloso».

 

Il progetto

L’idea di realizzare degli interventi assistiti con gli animali nasce da un’iniziativa ancora più grande: formare dei veri e propri cani di assistenza per le persone che soffrono di disturbi alimentari. «Ma le leggi sono cambiate e i cani di assistenza non rientrano più nelle categorie delle persone affette da DCA o da altri disturbi psichiatrici», spiegano dall’associazione Il Collare d’oro. 

Così cambiano strada, perché l’intenzione di far interagire i pazienti con un animale rimane. Con incontri completamente gratuiti, in un gruppo misto i partecipanti riescono a creare sinergie con altre persone grazie alla presenza del Golden Retriever. «Il cane entra in gioco nello spazio della cura - spiega Martina Pertisetti, dottoressa in Scienze Cinotecniche e coadiutrice del cane negli interventi assistiti - attraverso lo spazio laboratoriale e la relazione con il cane usiamo altre “parole” per comunicare, insegnandoci cose nuove e come possiamo essere nel legame. Raudy, poi, è un cane molto socievole e riesce a ricreare un ambiente sereno».

La Giornata nazionale

Insomma, un nuovo modo di poter aiutare i pazienti che soffrono di Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), di cui oltre 3 milioni presenti solo in Italia. Dei numeri che sono aumentati dopo la pandemia da Coronavirus e riscontrati specialmente nelle donne (circa il 90%). Ma i dati, come è possibile leggere sul sito dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, sono in forte crescita anche tra gli uomini e giovanissimi, con un esordio che spesso si verifica sotto i 10 anni. 

Per questo ogni 15 marzo si continua a celebrare la Giornata nazionale del fiocchetto lilla. «Alcune volte non ci si pensa, ma il disturbo alimentare ricade spesso sulla socialità - concludono le psicologhe Margherita Boltri e Giulia Caterina Spada - stare in un gruppo misto è nuovo modo di poter instaurare un legame. Crediamo molto che, grazie all’aiuto dell’animale, nel paziente si possa instaurare un nuovo senso di calma, spostando l’attenzione dal cibo a chi ci sta accanto. Capendo come ci si possa prendere cura di noi e dell’altro». LEGGO.IT

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