Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Cnn: Iran disposta ad ascoltare se c'è un piano sostenibile
Fra gli Stati Uniti e l'Iran ci sono stati dei «contatti» e Teheran è disposta ad ascoltare proposte «sostenibili» per mettere fine alla guerra. Lo afferma Cnn citando una fonte iraniana, secondo la quale ad avviare i contatti è stata Washington. «Sono stati ricevuti messaggi tramite intermediari per sondare la possibilità di raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra», spiega la fonte a Cnn mettendo in evidenza che l'Iran non chiede incontri o colloqui ma è disposto ad ascoltare qualora ci fosse un piano sostenibile. Qualsiasi proposta, ha aggiunto, deve includere la revoca tutte le sanzioni imposte all'Iran.
Incontri fra gli intermediari dietro la retromarcia di Trump sull'Iran
Una serie di incontri a porte chiuse fra i ministri degli esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan a Riad ha aperto la strada al cambio di rotta di Donald Trump sull'Iran. L'intelligence egiziana - riporta il Wall Street Journal - è riuscita ad aprire la scorsa settimana un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie e avanzare una proposta per una sospensione delle ostilità di cinque giorni nel tentativo creare le premesse per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno aperto alla via diplomatica in seguito agli sforzi degli intermediari e Trump ha annunciato che le trattative erano in corso. Nonostante questo, fra i mediatori arabi c'è scetticismo sulla possibilità che un'intesa possa essere raggiunta a breve fra Washington e Teheran visto che le posizioni sono ancora molto distanti. Come condizione per mettere fine alla guerra, l'Iran ha chiesto che Stati Uniti e Israele si impegnino a non sferrare futuri attacchi. Teheran chiede anche un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Nel corso delle trattative dei giorni scorsi, particolare attenzione è stata dedicata alla riapertura dello Stretto di Hormuz con la richiesta che sia supervisionato da un comitato neutrale. L'Iran però ha chiesto di essere pagato per il transito delle navi, così come l'Egitto fa per il Canale di Suez. Un'idea a cui l'Arabia Saudita si è opposta non essendo intenzionata a concedere a Teheran la leva maggiore nelle operazioni nello Stretto.
Media Iran, ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche
L'Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr «poche ore» dopo l'annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull'energia.
Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell'amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.
Dopo attacchi Iran Israele bombarda Teheran
Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani.
Raid Usa contro miliziani filo-Teheran in Iraq, 15 morti
Un raid attribuito alle forze statunitensi nell'ovest dell'Iraq ha causato la morte di 15 miliziani dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, note anche come Forze di mobilitazione popolare, in prima linea nella lotta all'Isis e ora integrate nell'esercito di Baghdad.
Kim, 'la Corea del Nord non rinuncerà mai alle armi nucleari'
- La Corea del Nord non rinuncerà mai alle armi nucleari. Lo ha affermato il leader del Paese, Kim Jong-un, aggiungendo che Pyongyang designerà presto la Corea del Sud come «Stato più ostile». Lo riportano i media statali, come l'agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency (Kcna). In un discorso fatto ieri al Parlamento, Kim ha anche dichiarato che gli Stati Uniti stanno commettendo «terrorismo di Stato», in un apparente riferimento ai loro attacchi militari contro l'Iran. «Continueremo a consolidare con fermezza il nostro status di Stato dotato di armi nucleari come percorso irreversibile, intensificando al contempo in modo aggressivo la nostra lotta contro le forze ostili», ha detto Kim all'Assemblea popolare suprema. «In linea con la missione affidataci dalla Costituzione della Repubblica», ha aggiunto, «espanderemo e potenzieremo ulteriormente la nostra deterrenza nucleare a scopo di autodifesa». Mentre gli Usa e Israele hanno dichiarato che i loro attacchi contro l'Iran mirano a impedire alla Repubblica islamica di sviluppare armi nucleari, si ritiene che le attività atomiche di Pyongyang siano, al confronto, anni luce avanti e che la Corea del Sud disponga di decine di testate nucleari e del materiale fissile per molte altre, oltre ad aver effettuato sei test nucleari.
Stamattina l'Iran ha lanciato un'altra ondata di missili contro Israele, secondo quanto annunciato dalla televisione di Stato, dopo che precedenti attacchi avevano colpito un edificio nel nord dello Stato ebraico e una forte esplosione era stata sentita a Gerusalemme. «L'Iran lancia una nuova ondata di missili contro i territori occupati», ha scritto su Telegram l'emittente statale della Repubblica islamica dell'Iran (Irib). Poco dopo ha aggiunto che «i missili iraniani hanno attraversato diverse difese missilistiche israeliane». I servizi di emergenza di Israele hanno diffuso un video di un edificio danneggiato nel nord del Paese, affermando che non ci sono state vittime. L'esercito israeliano ha emesso stamattina diversi comunicati in cui affermava di aver rilevato missili iraniani in arrivo e di essere al lavoro per intercettarli.