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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strage di Castel d'Azzano, i funerali di Stato dei tre carabinieri uccisi Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. Sergio Mattarella abbraccia i sopravvissuti

18 Ottobre 2025, 08:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Funerali oggi dei carabinieri uccisi nell'esplosione a Castel D'Azzano. Il  padre, il figlio e il fratello: “Da lassù illuminate e preservate come una  stella cometa il nostro cammino”

INSERITO DA MIKI PAPPACODA

Funerali carabinieri, mille in basilica e 2.000 sul sagrato

In mille dentro la Basilica eretta in onore di Santa Giustina protomartire di Padova, oltre duemila persone sul sagrato e nel lobo di Prato della Valle, per i funerali dei tre carabinieri vittime della strage di Castel D'Azzano (Verona). Tutti in un ordinato e silenzioso silenzio hanno atteso l'arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto dal presidente del Veneto Luca Zaia e dal sindaco di Padova Sergio Giordani. Ed ancora in silenzio la folla ha atteso alle 18.00 esatte l'uscita dei feretri coperti dal tricolore. Gente da tutta Italia, moltissimi con i baschi dei corpi dell'esercito. Pochissimi con il cellulare in mano, molti di più quelli con un fazzoletto ad asciugare gli occhi gonfi di commozione. Qualcuno urla tra la folla «presenti», e tutti applaudono. 

Terminato funerale Carabinieri, applausi all'uscita dei feretri

Si sono conclusi i funerali di Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, i tre carabinieri morti nell’esplosione di Castel d’Azzano, avvenuta nel veronese lo scorso martedì. I feretri, avvolti dal tricolore, hanno lasciato poco fa l’abbazia di Santa Giustina tra gli applausi della piazza gremita per l’ultimo saluto. Ad accompagnare le famiglie dei tre militari, la fanfara dell’Arma.

Parenti vittime, "Tutto ciò non deve più accadere"

«Faccio appello perché episodi simili non debbano più accadere». Così il fratello di Marco Piffari nel suo accorato saluto ai 3 Carabinieri vittime dell'esplosione del casale di Castel d'Azzano a Verona. «Non ricordo l'ultima volta che ti ho preso in braccio e non sapevo fosse l'ultima volta - ha detto invece il padre di Davide Bernardello - poi il tempo è passato e sei diventato quello che più desideravi: un carabiniere d'Italia». A parlare anche il figlio di Valerio Daprà, il terzo Carabiniere ucciso.

«È un privilegio chiamare papà uomo che ha dedicato la sua vita al dovere, al servizio, all'onore - ha detto il ragazzo. - Mio padre scelto una strada fatto di coraggio, sacrificio e responsabilità con pacatezza e modestia sincera. E anche se questa insensata tragedia lo ha strappato a me a tutti coloro che l’hanno amato credo che la sua dirittura continuerà a parlarmi ancora, anche nel silenzio».

Queste le testimonianze dei parenti più prossimi alle vittime di fronte ad una basilica gremita e alle massime cariche dello Stato che hanno poi accompagnato i feretri sul piazzale della chiesa dove si sono riunite circa 4000 mila persone.

I familiari dei carabinieri, 'loro sacrificio non sia vano'

 «Il loro sacrificio non sia reso vano, faccio appello a tutti perché episodi così non possano più accadere e le nostre vite siano più libere, più serene, e più sicure». Lo ha detto prendendo la parola al termine delle esequie dei tre Carabinieri uccisi, il fratello di uno dei tre, Andrea Pifferi, Marco.

Crosetto, nome dei giusti morti per patria scolpito in roccia

«Voglio farvi una promessa solenne, i nostri nomi, il mio, quello del presidente, sono scritti sulla sabbia della memoria delle persone care e destinati a scomparire nel tempo, tutti i nostri nomi, il nome dei giusti no, il nome di chi è morto per la patria è scritto nella roccia della memoria della Repubblica, e viene onorato, ricordato, e state tranquilli, le forze armate sono le custodi di quella memoria, e tra molti anni quando nessuno di noi sarà presente, ci sarà lo stato e quando verranno detti i nomi dei vostri figli, dei vostri fratelli, padri, ci sarà una persona che risponderà per loro: presente!". Così il ministro della Difesa, Guido Corsetto, alle esequie dei tre carabinieri morti. (

Giuli, 'oggi Padova è la capitale di tutti noi'

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, prima di proclamare Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea del 2027, ha voluto ricordare i tre carabinieri morti nell'esplosione che li ha colpiti durante lo sgombero del casolare a Castel D'Azzano, in provincia di Verona, di cui oggi si celebrano i funerali a Padova alla presenza delle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni. Nella sala Spadolini del Mic, il titolare di via del Collegio Romano, interrotto dagli applausi, ha detto: «In realtà oggi c'è una capitale per tutti noi, che è Padova, è la città in cui si stanno svolgendo i funerali di Davide Bernardello, Valerio Daprà e Marco Piffari. Alcuni di noi, uomini delle istituzioni, non fatichiamo a riconoscere l'importanza del sacrificio umano, di chi dona la propria vita per la nostra tutela, la nostra sicurezza. La dedizione e il coraggio delle forze dell'ordine, di qualsiasi ordine e grado, deve essere parte, ed è parte, di un'identità radicata anche nelle città e nessuno meglio dei sindaci può saperlo. In ogni città non c'è soltanto una chiesa, c'è una caserma, c'è una caserma dei Carabinieri che sono il nostro presidio di civiltà oltre che di sicurezza», ha concluso Giuli.

Castel d'Azzano: arcivescovo Saba, 'Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio'

«Marco, Valerio e Davide sono nelle mani di Dio e con questa eucarestia li consegniamo all’ultima dimora terrena». Così l'arcivescovo Gian Franco Saba, ordinario militare per l'Italia, durante l'omelia per i tre carabinieri deceduti lo scorso martedì nell'esplosione di un casolare a Castel d'Azzano, in provincia di Verona. «Questi nostri fratelli ora sono nella casa del Padre, attesi, amati e salvati. E voi, loro familiari, nella fede attendete e amate coloro che sono al sicuro in Dio. Vogliamo pensare che in quel tragico momento si sono rese vive le parole di Gesù, di speranza, che egli era presente nel buio» ha poi aggiunto.

«La vittoria sul mondo e sul male è anche l'amore di chi serve la patria, cioè il prossimo, garantendo la giustizia, il bene comune, la stabilità delle istituzioni preposte a custodire nell'ordine e nell'armonia la comunità umana». Lo dice l'arcivescovo Gian Franco Saba, Ordinario militare per l'Italia celebrando i funerali dei tre Carabinieri morti a Castel d'Azzano.

Mons.Saba li chiama per nome, Marco, Valerio e Davide: «I nostri fratelli hanno seguito la via del servizio per il bene comune. Nel loro incontro con Cristo si saranno specchiati in Lui vedendo così che il volto bello dell'umanità sta nel servire il prossimo».

«La conversione - ha detto mons. Saba - diviene così la strada per una riconciliazione sociale che esige un equilibrio interiore; un'educazione alla virtù etica e spirituale della mitezza, intesa come modo di porgersi verso l'altro per non trasformare l'umana convivenza in un «immenso mattatoio», secondo le parole del filosofo Hegel. «Raggiungendo il vertice dell'amore sulla croce - ha concluso -, Gesù 'proclama che la vita raggiunge il suo centro, il suo senso e la sua pienezza quando viene donata'. Dio è Padre e, in Gesù, serve l'uomo. Gesù testimonia che servire è proprio di Dio».

Giani, 'sacrificio 3 carabinieri inciso nella memoria del Paese'

«Oggi è giornata di lutto nazionale, per rendere omaggio ai tre carabinieri caduti nell’esplosione di Castel d’Azzano: Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. A loro, alle loro famiglie e a tutta l’Arma dei Carabinieri va il nostro pensiero più profondo e commosso. Uomini che hanno dedicato la loro vita al dovere, al servizio, alla sicurezza di tutti noi. Il loro sacrificio resterà inciso nella memoria del Paese». Così sui social Eugenio Giani, presidente della Toscana.

Strage dei carabinieri, la commozione dei colleghi

Volti rigati, mascelle serrate. È palpabile la commozione dei colleghi carabinieri di Marco, Valerio e Davide, come li chiama l'arcivescovo mons. Gian Franco Saba, ai funerali in corso a Padova. Lo stesso capo dello Stato, Sergio Mattarella, arrivando in basilica, è voluto andare a portare il suo abbraccio immediato ai familiari dei tre uomini dell'Arma.

Con forte applauso inizio funerali di Stato per tre carabinieri

Tutta la comunità locale si sta stringendo attorno a Marco Piffari, Davide Bernardello e Valerio Daprà.

Sono iniziati a Padova nella basilica di Santa Giustina In Prato della Valle i funerali di Stato dei tre carabinieri. In basilica ci sono anche le forze dell'ordine rimaste ferite nell'agguato. Applausi scroscianti non appena le bare vengono sollevate per fare ingresso in basilica. Le tre bare sonno avvolte nel tricolore e su ognuna c'è una foto.

 

Sono presenti le più alte cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, i ministri della Difesa, Guido Crosetto, dell'Interno, Matteo Piantedosi, dell'Università, Anna Maria Bernini, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. C'è anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Sono presenti anche i 27 colleghi feriti nell'esplosione di Castel d'Azzano.

L'abbraccio di Mattarella ai familiari

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla con i familiari dei tre carabinieri morti a Castel D'Azzano (Verona) durante i funerali

Applausi e silenzio all'arrivo delle bare dei tre carabinieri

Un lungo applauso ha accolto l'arrivo dei feretri dei tre carabinieri morti sul sagrato della Basilica di Santa Giustina, a Padova, 10 minuti prima delle ore 16.00. Le tre vetture con i feretri si sono allineate davanti alla chiesa e ne sono uscite le bare, con la gente che nel frattempo ha taciuto in un silenzio commosso. Poi i tre feretri sono stati condotti alla chiesa mentre la banda ha intonato la marcia funebre.

Bare carabinieri giunte in basilica, feretri avvolti da tricolore

Un lungo applauso ha accolto l’arrivo dei feretri contenenti le salme dei tre carabinieri, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Berna, morti nell’esplosione di Castel d’Azzano, avvenuta nel veronese lo scorso martedì. Le bare, avvolte dalla bandiera tricolore e accompagnate alla basilica da una staffetta dell’Arma, sono state accompagnate in chiesa dalle note della fanfara dei carabinieri.

Santanchè per i carabinieri morti, 'riposate in pace'

«Riposate in pace innocenti servitori dello Stato. L'Italia, quella libera dai furori ideologici, riconosce il vostro valore che accomuna tutte le Forze dell'Ordine. E si stringe attorno al dolore dei familiari». Lo scrive su X la ministra del Turimo Daniela Santanchè, mentre iniziano a Padova i funerali dei tre carabinieri morti nell'esplosione di Castel d'Azzano.

Meloni, Salvini e La Russa arrivati ai funerali dei carabinieri

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata poco fa alla basilica di Santa Giustina di Padova per i funerali dei tre carabinieri deceduti lo scorso martedì nell’esplosione di un casolare a Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Insieme alla premier, sono entrati nella chiesa anche il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini; il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. Tra gli altri esponenti del governo presenti, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi; il ministro della difesa, Guido Crosetto; il ministro della Pubblica Ammnistrazione, Paolo Zangrillo; il ministro della Giustizia, Paolo Nordio.

Mattarella giunto a Padova per i funerali dei tre carabinieri

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto alla basilica di Santa Giustina a Padova, per partecipare ai funerali dei tre carabinieri morti a Castel D'Azzano (Verona). Nella chiesa in Prato della Valle sono giunti i presidenti di Senato e Camera, la premier Giorgia Meloni, con i ministri del Governo, Elly Schlein con una delegazione del Pd. Ad accoglierli e a salutarli sul sagrato il presidente del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Padova, Sergio Giordani.

Strage dei carabinieri, folla a Padova per i funerali

Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, mischiati a semplici cittadini, si sono radunati già dal primo pomeriggio davanti alla basilica di Santa Giustina a Padova, dove alle ore 16.00 si celebreranno i funerali di Stato dei tre carabinieri vittime dell'esplosione, due giorni fa a Castel D'Azzano (Verona). I feretri di Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari, partiranno dalla camera ardente allestita al Comando Legione Carabinieri di via Rismondi, e giungeranno alla Basilica in Prato della Valle cinque minuti prima dell'inizio delle esequie.

Il rito sarà celebrato da mons. Gianfranco Saba, ordinario militare per l'Italia, che concelebrerà la messa assieme al vescovo di Padova Claudio Cipolla, a quello di Verona Domenico Pompili, all'abate di Santa Giustina don Giulio Pandoni, a Vincenzo Pizzimenti, cappellano militare del Comando Regionale, don Corrado Tombolan, cappellano militare della Legione Carabinieri «Veneto» e a don Giovanni Tanca, segretario del Vescovo Ordinario Militare per l'Italia.

Alla cerimonia è atteso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, quello della Camera Lorenzo Fontana, i ministri Tajani, Crosetto, Salvini, Piantedosi, Nordio, Abodi, Roccella, Schillaci e Bernini. Secondo quanto appreso, le cariche dello Stato sono già sbarcate all'aeroporto di Venezia da dove partiranno per la città euganea.

Sono giunti in chiesa i familiari delle vittime, i vertici dell'Arma e colleghi dei deceduti, tra cui alcuni militari che erano assieme a loro a Castel D'Azzano, con evidenti segni delle lesioni subite nello scoppio. Nel sagrato è schierato il picchetto d'onore di tutte le forze dell'ordine e dell'esercito. 

Centinaia di uomini delle forze dell'ordine, mischiati a semplici cittadini, radunati alla basilica di Santa Giustina a Padova, per i funerali di Stato dei tre carabinieri vittime dell'esplosione a Castel D'Azzano (Verona) Valerio Daprà, Davide Bernardello e Marco Piffari. In chiesa i familiari delle vittime, i vertici dell'Arma e colleghi dei deceduti, tra cui alcuni militari che erano assieme a loro a Castel D'Azzano, con evidenti segni delle lesioni subite nello scoppio. Alla cerimonia anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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