NEWS ITALIA E DAL MONDO Dolores Dori, l'altra figlia: «Sappiamo chi ha sparato. Abbandonata al pronto soccorso? Non è vero, ecco com'è andata»

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Resta ancora un velo di mistero sulla morte di Dolores Dori, 43 anni, residente a Camponogara (Venezia): la donna, di origini Sinti, era stata colpita da tre pallottole, scaricata davanti al pronto soccorso da marito e figlio e poi morta in ospedale a Desenzano durante un intervento chirurgico. All'origine di tutto ci sarebbe una lite tra lei e la sua famiglia, e un'altra famiglia residente in un campo nomadi, da cui proviene un giovane innamorato della figlia della vittima, un legame che Dolores non poteva accettare. Da qui il blitz nel campo, la lite e i colpi di pistola: ora le roulotte della famiglia dei presunti assassini sono rimaste, ma sono sparite le persone, spiega il quotidiano Il Gazzettino. Un campo 'fantasma', sequestrato e presidiato dai carabinieri che sono a caccia del killer nascosto: secondo i militari, a sparare sarebbe stato il consuocero, il padre del fidanzato della figlia della 43enne figlia della "regina dei Sinti" di Pistoia, sul cui corpo è stata intanto disposta l'autopsia. Intanto l'altra figlia di Dolores, sorella della promessa sposa, rivela di sapere chi ha sparato: «Abbiamo già comunicato il nome alle forze dell'ordine», avrebbe assicurato, scrive ancora Il Gazzettino. Fuori dalla casa a Camponogara, i parenti della donna hanno ricevuto la visita e le condoglianze dei parenti. La famiglia, nel raccontare la vicenda agli inquirenti, avrebbe detto che la figlia di Dolores era trattenuta da quel giovane in quel campo contro la sua volontà, altro che amore e matrimonio in vista: e allo stesso tempo i parenti rifiutano anche la ricostruzione di una Dolores "abbandonata" al pronto soccorso. «Hanno portato mia madre all’ospedale, mio fratello ha aiutato a trasportarla in barella ed è rimasto lì tutto il tempo necessario, per starle vicino e pregare per la sua guarigione». «Non è vero che mia mamma sarebbe stata abbandonata fuori dal pronto soccorso di Desenzano. Anzi, le siamo sempre stati vicini», spiega ancora una delle figlie.
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