PENISOLA SORRENTINA NEWS Morsi in mare: il curioso boom dei saraghi lungo la Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Questa estate 2025 non sta passando inosservata: lungo la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina diversi bagnanti hanno raccontato di essere stati “assaggiati” dal sarago maggiore. Non parliamo di veri morsi da predatore, ma di piccoli pizzichi su gambe e piedi, più fastidiosi che pericolosi. Secondo gli studi condotti da un gruppo di biologi marini delle Università di Catania, Salento e Torino, il fenomeno è reale ed è aumentato negli ultimi anni: le acque più calde rendono questi pesci, soprattutto i giovani, più attivi e curiosi. Come spiegano anche esperti come Paolo Guidetti, ecologo marino e direttore della sede genovese della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, l’innalzamento della temperatura accelera il metabolismo dei pesci, che diventano più famelici e talvolta si avvicinano all’uomo scambiandolo per un potenziale bersaglio da esplorare. Il risultato? Qualche incontro ravvicinato dovuto più alla curiosità che a un comportamento aggressivo. Il sarago, però, non è l’unico protagonista di questi episodi. Anche altre specie comuni, come salpe, occhiate o sparaglioni, possono avvicinarsi troppo e lasciare un piccolo segno. Secondo i biologi, in alcuni casi si tratta semplicemente di “pizzicotti” legati all’alimentazione sulla pelle morta, un comportamento osservato anche in altri mari del mondo. A questo si aggiungono ospiti “esotici” che il cambiamento climatico ha portato fino al Mediterraneo, come il pesce scorpione o il pesce palla maculato: belli da osservare, ma in alcuni casi tossici o velenosi, quindi meglio non toccarli. La raccomandazione degli esperti è semplice: niente panico, ma un po’ di prudenza. Se si avverte un morso o pizzicotto, basta uscire dall’acqua, disinfettare la parte e, se il dolore persiste, consultare un medico. In fondo, il mare è splendido proprio perché è vivo: conoscerlo e rispettarlo significa goderne in sicurezza. E sapere che questi comportamenti sono studiati e documentati dalla scienza aiuta a distinguere tra allarmismo e realtà. VERONICA IEZZA POSITANONEWS
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