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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Michele Noschese, la seconda autopsia: sette vertebre e clavicole fratturate. L'amico: «Ammanettato e picchiato»

26 Luglio 2025, 09:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Colpo di scena nel caso di Michele Noschese, il deejay italiano di 35 anni morto il 20 luglio a Ibiza. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, i nuovi esami autoptici richiesti dalla famiglia gettano ombre pesanti sull’ipotesi iniziale di morte per overdose. Dj Godzi morto a Ibiza, la vicina di casa: «Sono stata svegliata da colpi e urla, Michele era fuori di sè: sembrava un matto» Il corpo di dj Godzi presenta sette costole fratturate e la rottura di entrambe le clavicole. Il dato è emerso dal referto redatto nella clinica privata del Rosario, alla presenza del medico-legale di parte, Juan Luis Poncela. «Le fratture della gabbia toracica anteriore e delle clavicole devono essere valutate nel contesto attuale», si legge nel documento ufficiale. 

Il padre: parlano i referti

Giuseppe Noschese, padre di Michele ed ex primario del Trauma Center del Cardarelli di Napoli, aveva già contestato la prima autopsia eseguita senza la presenza di periti indipendenti, definendola «frettolosa». Ora, con il nuovo referto tra le mani, mantiene un profilo prudente. Al Corriere dice: «Preferisco non commentare. Parlano i referti: sette costole rotte e due clavicole fratturate. L’inchiesta? Vedremo». È evidente però che il nuovo quadro clinico apre uno scenario completamente diverso: quello di un possibile pestaggio, e non di un decesso legato a un abuso di sostanze. 

La testimonianza

La versione ufficiale fornita dalla Guardia Civil parlava di una morte per «continua assunzione di droga». Ma il padre di Michele Noschese respinge categoricamente questa tesi: «Mio figlio consumatore abituale? E come fa a dirlo la Guardia Civil? Voglio vedere le denunce a suo carico, se esistono». Alle 7:49 del 20 luglio, Michele inviava un messaggio agli amici: «Basta fare chiasso, che protestano i vicini». Pochi minuti dopo, alle 8:15, era morto. In quel lasso di tempo, secondo il racconto di Raffaele Rocco, amico intimo della vittima, Michele sarebbe stato ammanettato mani e piedi, colpito con pugni e lasciato su un divano. «Ansimava, l’ho visto esalare l’ultimo respiro», ha riferito Rocco alla stampa e alla polizia spagn 

La Guardia Civil

Il nodo centrale è ora chiarire il ruolo della Guardia Civil durante l’intervento nel residence in cui viveva “dj Godzi”. Dopo le segnalazioni per schiamazzi, i militari sarebbero entrati nell’appartamento e avrebbero immobilizzato Michele Noschese. L’autopsia, con la documentazione fotografica e la perizia legale, sarà ora al centro dell’inchiesta che potrebbe trasformarsi in un’indagine per omicidio. Le fratture evidenziate, infatti, sono compatibili con un forte trauma da corpo contundente. LEGGO.IT

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