NEWS ITALIA E DAL MONDO Conclave, Parolin favorito ma spuntano i corvi: «Ha avuto un malore», ma è tutto falso. Accadde già con Papa Francesco

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DI MICHELE PAPPACODA La sede è ancora vacante, ma i corvi volano già sul Cupolone. Sembra che, fuori dalle congregazioni generali, tra cene, riunioni, incontri a margine delle messe, serpeggi una frangia contro Pietro Parolin, il segretario di Stato di Papa Francesco tra i super favoriti al Conclave che si aprirà il 7 maggio, per tentare di escluderlo dai papabili. Rumor partiti dal sito conservatore americano catholicvote.org (e rimbalzati su molti account social) hanno parlato ieri di un malore del porporato veneto durante la congregazione di mercoledi. Una notizia del tutto falsa, secondo quanto assicura il direttore della sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, che interrogato sulla vicenda smentisce senza esitazioni: «No, non e vero», afferma in un briefing con la stampa, smentendo anche il ricorso a interventi da parte di personale medico o infermieristico. Il precedente di Bergoglio Un film già visto. Anche nel caso di Jorge Mario Bergoglio, nel 2013 prima del Conclave c'era chi insisteva molto sulle sue condizioni di salute, nel tentativo di screditarlo insinuando non avesse le forze per governare la Chiesa. Intanto, dei 133 elettori quattro devono ancora raggiungere Roma e tra i presenti in città non tutti stanno partecipando alle congregazioni. All'ottava, questa mattina, erano presenti poco più di 180 porporati, piu di 120 dei quali elettori. Venticinque gli interventi, mentre sul tetto della Sistina veniva installato il comignolo della fumata. Tra i temi anche restano i crucci degli abusi e della condizione economica della Chiesa. Ma, precisa Bruni, si è parlato anche di evangelizzazione, della «sofferenza» e della «testimonianza» delle Chiese dell'Oriente, di unità e sinodalità. I porporati, dunque, cercano di serrare i ranghi prima del pomeriggio del 7 maggio. Dopo il passo indietro di Angelo Becciu e la rinuncia per motivi di salute di Antonio Canizares Llovera e John Njue, tra i «casi» di questo Conclave c'e un'anomalia sull'età di due cardinali. Uno di loro è il keniano Njue, l'altro è il cardinale del Burkina Faso Philippe Ouedraogo, presente a Roma con una modifica anagrafica che lo mantiene sotto la soglia degli 80 anni. Dall'Annuario Pontificio del 2024 Ouedraogo risultava infatti nato il 25 gennaio 1945. Nell'edizione del 2025 la data di nascita risulta essere il 31 dicembre 1945, modifica che gli consente l'ingresso in conclave per sette mesi. Sul tema, la Santa Sede non si sofferma troppo: «Non tutti i Paesi godono della stessa qualità degli uffici anagrafici», osserva Bruni, spegnando che le dichiarazioni iniziali sulla data di nascita «sono state modificate con un documento valido».
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