PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Suor Paola, morta la super tifosa della Lazio: aveva 77 anni. Era malata da tempo L'annuncio è arrivato da parte di Guido De Angelis alla serata per 'Long John' a Roma
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INSSERITO DA ANGELA CECERE Il mondo Lazio va a dormire con una tremenda notizia. Nella serata odierna è mancata Rita D’Auria, per tutti “Suor Paola” per la vocazione avuta il 25 gennaio, giorno della conversione di San Paolo sulla via di Damasco. Originaria di Roccella Jonica (Reggio Calabria) ma trasferitasi a Roma dai vent’anni d’età, si è spenta a 77 anni nella sua stanza di convento, a Via Monti della Farnesina. Appartenente alla congregazione delle Suore Scolastiche francescane di Cristo Re, la religiosa ha legato da sempre il suo nome alla Lazio, di cui era tifosissima, e da qualche mese lottava con la consueta determinazione contro un male incurabile. La situazione è precipitata nel pomeriggio e la malattia le è stata fatale. Da stanotte, Suor Paola entra nel firmamento biancoceleste. La storia di Suor Paola, da Roccella Jonica a Quelli che il Calcio Nel 1998 aveva fondato la ONLUS So.Spe (Solidarietà e Speranza), che grazie al prezioso aiuto di benefattori e volontari, è ancora attivissima nell’assistenza a ragazze madri, bambini e persone colpite da violenze e povertà. Da sempre impegnata nel sociale, Suor Paola è nota al grande pubblico anche (e forse soprattutto) in quanto volto della storica trasmissione “Quelli che il calcio”, in cui per oltre quindici anni complessivi ha dato voce e volto ai sostenitori biancocelesti. Sempre positiva e propositiva, la RAI la inserì nel novero delle donne più potenti della televisione italiana. Ufficiale al merito della Repubblica Italiana, è stata una vera e propria istituzione nella Capitale, dove per anni ha lavorato come maestra presso l’Istituto Sacro Cuore di Gesù alla Farnesina. Vulcanica e perseverante, sempre in prima linea per aiutare i più bisognosi, per decenni ha servito alle mense per non abbienti, occupandosi di svariate case-famiglia per donne, adolescenti e anziani. Anche allenatrice di calcio dei più piccoli, ha curato in prima persona una fervente attività di volontariato presso il carcere di Regina Coeli di Roma. Celebri i suoi "viaggi" per la città per incontrare i figli e le famiglie dei detenuti. Durante il ventennio di gestione Lotito, a cui è sempre stata molto vicina, ha organizzato – tra gli altri – numerosi eventi di beneficenza (compresi gli eventi coinvolgendo spesso la società biancoceleste, con i calciatori della Lazio che a turno hanno preso parte in qualità di camerieri a cene riservate alle categorie di persone meno fortunate. Del resto, “Aiutare chi ne ha bisogno donando speranza a chi l’ha persa” era tra gli obiettivi designati della sua vita. Icona di tenacia, ha avuto un legame fortissimo con Papa Giovanni Paolo II. Da Cragnotti a Zaccagni, i rapporti con il club Legatissima all’ex Presidente del club, Sergio Cragnotti, nel microcosmo biancoceleste ha stretto rapporti di profonda amicizia e collaborazione con tanti calciatori della Lazio: da Vincenzo D’Amico a Giuseppe Signori, da Marco Parolo a Mattia Zaccagni. Ha letteralmente adorato diversi allenatori della Lazio: da Eriksson, di cui stimava la grande serietà, a Delio Rossi, che per tenere fede ad una scommessa fece un tuffo nella Fontana dell’Acqua Paola situata sul colle Gianicolo, dopo un derby vinto nel dicembre 2006. Suor Paola ha reso lo stadio Olimpico più volte teatro di solidarietà organizzando eventi a scopo benefico, l’ultimo nel 2022, il quadrangolare “Insieme per la Pace”. Per anni ha portato alcune scolaresche a vedere gli allenamenti di Maestrelli a Tor di Quinto, e dal febbraio 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha accolto centinaia di persone in fuga dai territori interessati dal conflitto. La Lazio piange Suor Paola, che da oggi tiferà dal cielo assieme a molti dei suoi beniamini e idoli indiscussi. Il saluto della Lazio La Lazio saluta suor Paola, «fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità". «La S.S. Lazio, con in testa il presidente Claudio Lotito e la dottoressa Cristina Mezzaroma, partecipa commossa al cordoglio per la scomparsa di suor Paola D'Auria, fervente religiosa ed orgogliosa ambasciatrice della Lazialità", si legge sul suto della società. «La sua casa famiglia ha donato solidarietà e speranza (come il nome della sua associazione) a molti giovani, detenuti, vittime della povertà e della violenza, ragazze madri e persone ferite da problemi sociali della nostra epoca - prosegue la nota del club biancoceleste - Mancherà il suo sorriso, ma non cesserà di certo l'umanità dei suoi collaboratori nel proseguire ciò che ha creato».
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