PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Papa Francesco, la tomba in marmo ligure, l'unica iscrizione e la croce pettorale: sarà aperta alle visite da domenica 27

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Papa Francesco sarà sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore e sarà possibile visitare la sua tomba dalla mattina di domenica 27 aprile. Lo ha detto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. La tomba che accoglierà la salma del pontefice è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione «FRANCISCUS» e la riproduzione della sua croce pettorale. La tomba è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore, situata nei pressi dell'Altare di San Francesco.
Da sedici secoli, la Basilica di Santa Maria Maggiore svetta sul colle Esquilino, testimone silenziosa della storia di Roma. Tra mosaici paleocristiani e reliquie millenarie questo luogo di culto è tornato al centro dell'attenzione mondiale con la notizia della sepoltura di Papa Francesco, scomparso lo scorso 21 aprile. Fondata nel V secolo e consacrata da Papa Sisto III, Santa Maria Maggiore è una delle quattro basiliche papali di Roma, insieme a San Pietro, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le mura. Sabato 26 aprile, dopo i funerali che si terranno alle 10 nella Basilica di San Pietro, il feretro di Papa Francesco verrà trasferito a Santa Maria Maggiore, dove sarà tumulato in un loculo tra la Cappella Paolina e la Cappella Sforza, nella navata sinistra. Sulla sua lapide, per sua espressa volontà, ci sarà solo la parola: «Franciscus».
La bara sarà deposta nella terra nuda, in segno di umiltà e semplicità. Bergoglio è il primo Pontefice in oltre 120 anni a essere sepolto fuori da San Pietro. L'ultimo fu Leone XIII, tumulato nella Basilica di San Giovanni in Laterano nel 1903. La tradizione vuole che la maggior parte dei pontefici venga sepolta nelle Grotte Vaticane, ma Santa Maria Maggiore ha già accolto nel tempo le spoglie di sette Papi: Onorio III (nel 1227), Niccolò IV (nel 1292), Pio V (nel 1572), Sisto V (nel 1590), Clemente VIII (nel 1605), Paolo V (nel 1621) e Clemente IX (nel 1669).
Sette Papi distanti cronologicamente ma uniti dal culto e dalla devozione alla Madonna e che anche per questo hanno scelto la Basilica di Santa Maria Maggiore come luogo di sepoltura. Pio V, canonizzato nel 1712, è ricordato come il Papa della Controriforma, noto per la battaglia di Lepanto e la riforma del rito romano ma anche per aver istituito la festa del Rosario e per aver promosso la diffusione della pratica devozionale nella Chiesa. Clemente VIII, protagonista della restaurazione cattolica del tardo Cinquecento fu promotore di un rinnovato impulso missionario e teologico. Anche Papa Sisto V, celebre per il suo rigore e per la riorganizzazione amministrativa della Curia, scelse questa basilica come sua dimora eterna. Tra le tombe più visitate a Santa Maria Maggiore c'è anche quella di Gian Lorenzo Bernini, esponente di punta della cultura figurativa barocca e il cui talento è legato a molte commissioni papali a Roma, tra cui il Baldacchino di San Pietro, la Fontana dei Quattro Fiumi, la Cattedra di San Pietro e il Sepolcro di Urbano VIII.
Da sabato nella Basilica di Santa Maria Maggiore accanto alle tombe degli altri sette Pontefici, ci sarà quindi anche quella di Papa Francesco, immersa in un'atmosfera suggestiva, arricchita da elementi aggiunti negli anni, ma che conserva la primitiva struttura paleocristiana. Ogni angolo della Basilica ancora oggi richiama la devozione, la storia e l'arte: dalla Cappella Paolina alla Cappella Sistina, dai mosaici absidali del V secolo al soffitto a cassettoni dorato con l'oro proveniente dalle Americhe, donato dai re cattolici di Spagna. Ma è soprattutto il cuore mariano della basilica ad attirare ogni giorno fedeli e pellegrini: l'immagine sacra della «Salus Populi Romani» (in latino «Salvezza del popolo romano»), uno dei ritratti della Madonna più venerate al mondo, posta nella Cappella Paolina e che è stata il punto di riferimento spirituale per Papa Francesco fin dall'inizio del suo pontificato.
Il 14 marzo 2013, il giorno dopo la sua elezione, il Pontefice infatti si recò in forma privata a Santa Maria Maggiore per pregare davanti all'immagine della Vergine. Il gesto segnò l'inizio di un rituale che si sarebbe ripetuto prima e dopo ogni viaggio apostolico. A Roma la Basilica di Santa Maria Maggiore, costruita sulla chiesa originaria di cui non resta nulla ma è datata intorno al II-III secolo dopo Cristo, è nota per il culto del Miracolo della neve. La tradizione vuole infatti che sia stata la Madonna stessa a indicare il luogo in cui doveva sorgere la cappella, con una miracolosa nevicata in pieno agosto, dopo essere apparsa in sogno al patrizio Giovanni e a Papa Liberio. Da allora ogni anno il miracolo viene rievocato il 5 agosto con una cascata di petali bianchi che piovono dal soffitto a cassettoni della basilica. FONTE LEGGO.IT
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