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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Manuela Petrangeli uccisa a colpi di fucile, in aula gli audio dell'ex Molinaro: «Maledetta, gliela devo fare pagare» e i messaggi agli amici: «Gli ho sparato due botti»

23 Aprile 2025, 19:48pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Maledetta, gliela devo fare pagare». È solo una delle decine di frasi raccapriccianti pronunciate da Gianluca Molinaro e fatte ascoltare oggi, mercoledì 23 aprile, in aula, durante la nuova udienza del processo per l’omicidio di Manuela Petrangeli, la fisioterapista di 51 anni freddata a colpi di fucile lo scorso 4 luglio a Roma. Alla sbarra, l’ex compagno e padre del figlio della vittima, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, stalking e detenzione abusiva di armi e di aver compiuto il femminicidio per motivi di rancore e controllo.

Un’ondata di rabbia e disperazione si è riversata nelle parole registrate da Molinaro nei mesi precedenti il delitto, messaggi vocali inviati su WhatsApp agli amici e recuperati grazie a una copia forense del suo telefono: «Mi sta portando all’estremo», si ascolta in uno di questi. Messaggi in cui si lamenta di presunte manipolazioni della donna sul figlio, accuse che lei respingeva: «Non manipolo nessuno, mi stai portando all’esasperazione».

La ricostruzione

La ricostruzione fornita in aula dai carabinieri intervenuti sul luogo del delitto, in via degli Orseolo — a pochi passi dalla clinica dove Manuela lavorava — è agghiacciante. Il corpo della donna era accasciato vicino alla sua auto, mentre i soccorritori tentavano invano di rianimarla 

Nel frattempo, Molinaro si costituiva in caserma, dove arrivava con ancora l’arma del delitto sul sedile dell’auto: un fucile a canne mozze. Nel fascicolo della Procura, guidata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, Molinaro risponde delle accuse di omicidio aggravato dalla premeditazione, stalking, detenzione abusiva di armi e ricettazione. L’elemento più inquietante, emerso oggi, è lo scambio di messaggi con un amico poche ore prima del delitto: «Oggi forse prendo due piccioni con una fava», scriveva. E dopo: «Gli ho sparato du botti». Messaggi che l’amico avrebbe letto solo quando era ormai troppo tardi.

 

In aula hanno deposto anche i militari che si trovavano in caserma quando l’uomo si è presentato: uno di loro, rispondendo alle domande della pm Antonella Pandolfi, ha raccontato che Molinaro, al telefono con la madre, avrebbe detto: «Sono in caserma, quello che ho detto ho fatto». Dura la reazione dei legali della famiglia e del figlio minorenne di Manuela: «È emerso il profondo risentimento di Molinaro: un uomo che non la voleva libera, che l’ha stalkerizzata e che ha premeditato il delitto».

Il processo prosegue, ma la verità che si delinea è già tremenda: quella di una donna uccisa perché aveva scelto di vivere senza chi la controllava.

🔴 Sei vittima di violenza o stalking? Puoi parlarne e chiedere aiuto chiamando il numero 1522 o chattare direttamente con un'operatrice sul sito www.1522.eu o via app. L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco. di Ida Di Grazia LEGGO.IT

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