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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria in Svezia, morti salgono a 11. L'identikit del killer: «Disoccupato e separato da famiglia e amici» Nessuna matrice terroristica, il killer non ha nessun legame con una gang

5 Febbraio 2025, 09:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sparatoria in Svezia, morti salgono a 11. L'identikit del killer: «Disoccupato e separato da famiglia e amici» Nessuna matrice terroristica, il killer non ha nessun legame con una gang

INSERITO DA ANGELA CECERE Sale a 11, aggressore incluso, il bilancio dei morti della sparatoria avvenuta ieri (4 febbraio) a Örebro, in Svezia. «Undici persone sono morte, compreso l'assassino», ha detto all'agenzia Afp la polizia di Örebro. «Il motivo della sparatoria non è ancora noto, ma tutto lascia pensare che l'autore abbia agito da solo, senza motivazioni ideologiche», ha aggiunto, confermando che si è trattato della peggiore sparatoria di massa della storia del Paese.  Chi era il killer Nessuna matrice terroristica o legami con una gang. Lo fa sapere il capo della polizia Roberto Eid Forest parlando dell'assassino di Orebro, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse. Secondo TV4 l’uomo aveva 35 anni e la polizia ha perquisito la sua casa a Örebro nel tardo pomeriggio. Aveva il porto d’armi e la fedina penale pulita. Era un recluso, disoccupato e separato dalla famiglia e dagli amici, ha riferito il tabloid Aftonbladet, citando i parenti. «Non ne so nulla», ha detto il padre ai reporter che lo hanno contattato una volta arrivati sulla scena del raid. «È davvero inquietante. Cosa è successo?», ha chiesto l'uomo ai giornalisti rimanendo allibito quando gli hanno raccontato la vicenda: «Deve essere impossibile», ha sussurato prima di chiudere la comunicazione.  \La vicenda Quella di Orebro è già considerata la peggior sparatoria di massa della storia in Svezia. Poco dopo mezzogiorno del 4 febbraio i colpi di un'arma automatica rimbombano nel campus della città, che ospita diversi centri di formazione per adulti, anche per i migranti. In centinaia tra professori e studenti si barricano nelle classi, si nascondono sotto i banchi. Altri si danno alla fuga all'esterno, i video mostrano decine di persone che corrono sul selciato innevato mentre risuonano gli spari. «Tra i morti c'è anche l'autore dell'attacco che si sarebbe suicidato, mentre «è ancora in corso l'identificazione delle vittime», ha fatto sapere in serata la polizia. L'assassino «ha agito da solo», ha detto il responsabile della polizia escludendo che si tratti di un atto di terrorismo anche sulla base dei riscontri con i servizi segreti del Paese. La struttura, il Campus Risbergska, è un centro di formazione per adulti che non hanno completato le scuole primarie o secondarie. E ci sono anche altri centri educativi, come quelli per i corsi di svedese ai migranti. I colpi di arma da fuoco hanno scatenato il panico: una professoressa ha portato i suoi 15 studenti fuori, di corsa. Poi ha iniziato a vedere altri ragazzi che trascinavano fuori dall'edificio corpi insanguinati. Nelle aule intanto altri studenti e insegnanti inviavano messaggi di allarme agli amici e colleghi, avvertendoli di tenersi lontano. L'orrore di quei minuti «Sono nascosto in una stanza, sparano, ti amo», ha scritto un docente alla partner temendo il peggio. «Abbiamo sentito molti colpi, poi c'è stato un lungo periodo di calma, quasi mezz'ora. Poi di nuovo gli spari», hanno raccontato altri due docenti che si erano barricati in un ufficio. In tutto sei istituti sono stati isolati per diverse ore dalla polizia che temeva in giro ci potessero essere dei complici del killer. Poi l'incubo è finito, a decine hanno lasciato la struttura. 

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