PRIMO PIANO E ANTEPRIMA La 'scienza del freddo': cosa ci insegna il gran gelo sul Nord America

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Continua a fare molto freddo sul Nord America: nei primi due mesi del 2025, la zona ha sperimentato ondate di gelo particolarmente incisive. In particolare le temperature sono scese ben al di sotto della media stagionale, rendendo quest'area quella con l'anomalia termica negativa più significativa dell'emisfero nord. Il mese di gennaio risulta il più freddo nei 48 Stati contigui degli USA dal 1988. E sembra che il freddo non sia ancora terminato, poiché altre ondate gelide sono attese nelle settimane successive. Il freddo intenso di quest'anno è stato causato principalmente dal vortice polare, una grande area di aria fredda che circola intorno al Polo Nord durante l'inverno. Normalmente il vortice polare mantiene il freddo confinato nell'Artico. Tuttavia, quest'anno il vortice si è allungato verso sud diverse volte secondo un fenomeno noto come stretching del vortice polare, permettendo all'aria gelida di raggiungere gli Stati Uniti. I casi di allungamento del vortice polare sono aumentati negli anni. La perdita di ghiaccio marino nei mari di Barents e Kara aumenta l'umidità nell'aria, contribuendo a incrementare le nevicate in Siberia. Questo processo crea aree di alta pressione che possono disturbare il vortice polare, spingendo l'aria fredda verso sud e influenzando il clima invernale di Stati Uniti ed Europa. Non c'è un accordo comune su quanto il riscaldamento dell'Artico influisca sulle ondate di freddo. Alcuni ritengono che la perdita di ghiaccio marino renda il vortice polare più instabile, mentre altri sostengono che questi episodi siano dovuti a normali variazioni naturali del clima. Questo fenomeno si è verificato nonostante il riscaldamento globale stia rendendo gli inverni generalmente più miti. Dagli anni '90, la temperatura media registrata nel giorno più freddo dell'anno sugli USA è aumentata di circa +0,42 °C per decennio.In altre parole, il giorno più freddo dell'anno oggi non è più gelido come lo era 30-40 anni fa. Ad esempio, se negli anni '90 la temperatura minima più estrema dell'anno in una città era di -20 °C, oggi potrebbe essere intorno a -18 °C. Inoltre dal 1970 al 2022, le temperature medie invernali sono aumentate in 233 località su 240 analizzate, con un incremento medio di oltre 2°C. La durata media delle ondate di freddo si è ridotta di 6 giorni. Questo dimostra che, nonostante episodi occasionali di freddo intenso, nel lungo periodo gli inverni stanno diventando meno rigidi. Secondo le proiezioni climatiche, le zone settentrionali potrebbero vedere nevicate più abbondanti a causa dell'aumento dell'umidità atmosferica. Le ondate di freddo estreme continueranno a verificarsi, ma con una frequenza inferiore, mentre le aree meridionali potrebbero sperimentare inverni sempre più miti. FONTE di Francesco Nucera 3BMeteo
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