PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sara Piffer, il papà Lorenzo: «Ho perdonato l'uomo che l'ha uccisa, soffre anche lui. Mio figlio non dorme, vede ancora la sorella sull'asfalto»

/image%2F1394276%2F20250126%2Fob_70da57_3.jpg)
INSERITO DA MORENA MOTTA Il dolore è ancora forte, travolgente, ma Lorenzo, padre di Sara Piffer, ha già perdonato l'uomo che ha ucciso la sua bambina a soli 19 anni. «È stato grazie a mio figlio Christian (presente al momento dell'incidente, ndr) - spiega l'uomo al Corriere della Sera -. Mi sono avvicinato a lui, mi ha abbraccato e mi ha detto: "Papà. Papà. Ti prego, perdonalo, perché penso soffra anche lui in questo momento"». E quella supplica, quelle parole intrise di sofferenza, pietà e comprensione, hanno fatto breccia nel cuore di Lorenzo, che non ha potuto fare altro che dire di sì. Il problema della sicurezza sulle strade per i ciclisti, però, rimane, ed è bene risolverlo per evitare che altre famiglie debbano sperimentare l'angoscia di perdere qualcuno allo stesso modo. L'assicurazione sulla vita e il dolore di Christian Christian era uscito in bicicletta insieme alla sorella Sara, quel venerdì 24 gennaio. La ragazza, come sempre, aveva detto al papà prima di uscire: «Noi stiamo sempre attenti papà, dobbiamo solo sperare che lo siano anche gli altri». Gli altri, però, non sono stati attenti, e ora la famiglia della 19enne deve affrontare una perdita incommensurabile. Ma il primo passo, quello del perdono, c'è già stato, «ho detto anche ai vigili che noi non vogliamo fare niente, non vogliamo sommare disgrazia su disgrazia. Ho detto: “Dateci Sara e basta”. Poi sarà la giustizia a fare il suo corso», ha detto papà Lorenzo. E nonostante tutti i suoi figli siano assicurati, si tratta di un'assicurazione per gli infortuni e l'invalidità, «ma per la morte non lo ho fatto». Non perché non ha mai pensato potesse accadere una tragedia simile, ma come scelta consapevole: «Ho sempre pensato di non volere soldi se muore un figlio, perché non ha prezzo. Che prezzo puoi dare a un figlio?». Christian, intanto, non riesce più a dormire da quel giorno e ogni volta che chiude gli occhi ha «sempre quell'immagine di Sara a terra». Non sa se riuscirà a salire di nuovo su una bicicletta. Riguardo la sicurezza sulle strade, Lorenzo definisce la situazione un «Far West», e sottolinea la necessità di maggiore buon senso, evitare di rischiare la propria vita e quella degli altri per «guadagnare quel minuto». L'incidente I due fratelli erano partiti da Palù di Giovo, in Val di Cembra, per affrontare le salite verso Fai della Paganella. Intorno alle 11 del mattino del 24 gennaio, mentre percorrevano via Cesare Battisti, una Volkswagen guidata da un 70enne del posto ha tentato un sorpasso azzardato. L’auto ha sfiorato Christian ma ha colpito in pieno Sara, sbalzandola violentemente sull'asfalto. L’impatto è stato devastante, tanto da spezzare il telaio della bici di Sara. Sul posto è intervenuto l’elicottero con l’équipe medica d’urgenza, che ha tentato di rianimarla, ma non c'è stato nulla da fare. Christian è rimasto illeso. La polizia locale della Rotaliana sta ricostruendo l’esatta dinamica dell’incidente. Il 70enne ha dichiarato di aver visto i due ciclisti ma, ritenendo di avere abbastanza spazio, ha deciso di sorpassare comunque un'altra auto. Il test alcolemico è risultato negativo. LEGGO.IT
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)