PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Raffaella Ragnoli uccise il marito, la lettera dal carcere: «Con me la giustizia ha perso. Anni di violenze, il silenzio la mia unica colpa»
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La donna a gennaio 2023, quasi due anni fa, uccise in casa a Nuvolento (Brescia) il marito Romano Fagoni. «La data del 28 gennaio 2023 rimarrà impressa come un solco profondo lasciato da un aratro nel mio cuore e nel mio cervello per sempre. Ebbene sì, ciò che è avvenuto è stato terribile, un gesto crudele d'amore. Anni di violenze psicologiche indescrivibili di tutto ciò che è stato».
«La mia più grande colpa? - continua la donna - Il silenzio, la mancata denuncia, la mancata confidenza alle persone a me più o meno vicine.
Il mio modo di pensare che parlare in modo velato e tra le righe porti comunque a capire che qualcosa non va. In realtà, nonostante questo sia stato il modo di agire, le tante persone che mi stanno accanto pur non sapendo, sanno che quel gesto non appartiene a me».
Raffaella ha sempre sostenuto di aver ucciso il marito perché lui stava minacciando con un coltello il figlio minorenne. «Lo choc di quella sera è stato terribile, non era possibile tenerlo fuori dopo che tutto è scaturito da una aggressione verbale e fisica nei suoi confronti diretti. L'urlo agghiacciante di mio figlio quando ha evitato, spostandosi, di essere colpito ha probabilmente dato al mio cervello un input di protezione e in una situazione ad alta tensione quale quella, il controllo può sfuggire di mano e dare luogo ad un gesto terribile quale è stato l'epilogo che noi tutti sappiamo».
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