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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Incidente aereo Washington, ritrovate le scatole nere: «Dall'elicottero non si sente nessuna risposta» Le incognite Ricerche continue per i 14 dispersi

31 Gennaio 2025, 10:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le due scatole nere legate all'incidente tra un aereo passeggeri e un elicottero militare nei cieli di Washington sono state ritrovare. Lo riferiscono media Usa. Il registratore vocale della cabina di pilotaggio e il registratore dei dati di volo del piccolo aereo di linea sono stati recuperati dagli investigatori nelle gelide acque del fiume Potomac. 

Le due scatole

Le due scatole nere sono ora al vaglio dell'American Transportation Safety Board (Ntsb), incaricato di stabilire le origini di questo incidente aereo senza sopravvissuti: il più grave negli Stati Uniti da oltre 20 anni. I funzionari dell'Ntsb hanno finora sottolineato di non avere al momento «prove sufficienti» per stabilire o escludere le cause, affermando che prevedono di pubblicare un rapporto preliminare «entro 30 giorni». 

Il fattore umano

L'aeroporto Reagan, punto riferimento dei voli nazionali statunitensi, è fra i più trafficati d'America ma è anche ben noto ai piloti e le procedure sono ben collaudate. Per questo motivo alcuni esperti di sicurezza del volo ritengono che si debba indagare anche sul ruolo che potrebbe aver giocato il fattore umano nel ricostruire le cause della collisione fra l'aereo Bombardier CRJ-700 impegnato nel volo di linea dell'American Airlines 5342 e l'elicottero militare Sikorsky H-60. «In aeroporti complessi e trafficati come il Reagan la separazione a vista è un'operazione di routine, che funziona bene di notte e di giorno, ma in questo caso l'aereo e l'elicottero non si sono visti», ha detto all'ANSA il comandante Gianluca Carpino, investigatore incidenti della Federazione internazionale delle associazioni dei piloti di linea (Ifalpa). Sono le immagini, ha aggiunto, che portano a pensarlo, «anche se in questi casi si tratta solo di speculazioni». 

Il parere dell'esperto

I fatti, al momento, sono molto pochi, ha osservato il comandante Gianluca Cerboni, esperto di sicurezza del volo. «È un fatto che i velivoli fossero diretti alla pista di atterraggio 33, un altro è che il Reagan è uno dei più congestionati aeroporti degli Stati Uniti, con moltissime restrizioni dovute anche al rumore e alle procedure di difesa, e un altro fatto è che era notte, con i conseguenti problemi legati alla percezione della profondità: si vedono le luci ma è difficile calcolare le distanze». 

Cosa non torna

Quello che colpisce, secondo Cerboni, è che nella registrazione delle comunicazioni fra la torre di controllo e i velivoli, alcuni stralci delle quali sono pubblicati online da molti siti, «c'è qualcosa di strano: quando all'elicottero viene chiesto se ha l'aereo in vista, non si sente nessuna risposta». È possibile però che la comunicazione sia avvenuta su un'altra frequenza, dal momento che i controllori di volo possono trasmettere su due frequenze separate: una per i voli commerciali e una per quelli militari. È uno dei tanti elementi che l'indagine dovrà verificare e i tempi potrebbero non essere lunghissimi, considerando che le scatole nere di entrambi i velivoli sono piuttosto semplici da recuperare. 

Si attende la verità

Anche secondo Carlo Riboldi, professore di Dinamica del volo al Politecnico di Milano, è vero che «l'aeroporto Reagan ha un percorso di avvicinamento particolare, che richiede alcune manovre, ma è anche vero che viene utilizzato da moltissimo tempo e che ha tutti gli strumenti per consentire una condotta del volo sicura». Naturalmente, ha aggiunto, «la scarsa visibilità è uno degli elementi da considerare», ma se volessimo fare un elenco di possibili elementi dovremmo considerare anche «eventuali guasti e malfunzionamenti, o il traffico congestionato: i relitti potranno raccontare moltissimo».

Si cercano i dispersi

I sommozzatori che lavorano al recupero delle vittime dell'incidente aereo a Washington, si trovano ad operare in condizioni difficilissime, dal fango denso in cui si muovono a una visibilità prossima allo zero. A riferirne è la Cnn che cita esperti in questo tipo di operazioni. Almeno 14 persone risultano ancora disperse dopo il recupero di decine di corpi dei 64 passeggeri che si erano imbarcati a Wichita, Kansas, e che si trovavano sull'aereo che si è scontrato con un elicottero dell'esercito americano che trasportava tre soldati. Le scatole nere sono state ritrovate e le autorità inquirenti sperano in un rapporto preliminare entro un mese di tempo. Sebbene la fusoliera si trovi in pochi metri d'acqua, le condizioni rendono il recupero difficile, secondo Butch Hendrick, istruttore di salvataggio e fondatore di Lifeguard Systems, un programma di New York per sommozzatori e personale di soccorso. «Il fango diventa un problema molto grave. La grave mancanza di visibilità fa sì che i subacquei debbano essenzialmente attraversare l'aereo a tastoni. E ora hanno a che fare con una fusoliera fatta a pezzi».

«Ogni metro, ogni quindici centimetri che percorrono c'è un nuovo pericolo anche di infortunio per i sommozzatori. Quindi devono stare estremamente attenti all'interno dell'aereo», ha aggiunto, mettendo in guardia anche dai rischi di contaminazione dovuti al carburante e ai detriti presenti nel fiume. LEGGO,IT

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