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NEWS ITALIA E DAL MONDO Roberto, sconvolto dopo aver trovato il neonato morto nella culla termica della chiesa: «Aveva una tutina militare e più nulla, nemmeno un biglietto»

2 Gennaio 2025, 16:44pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un drammatico ritrovamento ha scosso questa mattina il quartiere Poggiofranco di Bari. Intorno alle 9:30, Roberto Savarese, 56 anni, titolare di un’impresa funebre situata vicino alla chiesa di San Giovanni Battista, ha scoperto il corpo senza vita di un neonato all’interno della culla termica installata accanto alla parrocchia. Savarese, profondamente colpito dall'accaduto, ha raccontato ad ANSA: «L’ho preso in braccio. Vederlo in quella tutina a fantasia militare, immobile, mi ha fatto tanto dispiacere. Non ho avuto paura, ma un enorme senso di tristezza». 

La testimonianza

Il neonato, un maschietto di non più di un mese, era avvolto in un cappuccio, senza alcun segno di vita. «Quando ho aperto quella porta, ho subito capito cos’era successo», ha spiegato Savarese, che lavora da oltre tre decenni nel settore funebre. La culla termica, progettata per offrire una chance di salvezza ai neonati abbandonati, era stata installata proprio grazie alla collaborazione della parrocchia e della comunità. Savarese ricorda con emozione i passi fatti per realizzare il progetto: «È stato un momento di grande gioia quando, due anni fa, una bambina venne lasciata qui. Era bellissima e ora vive in una famiglia». Questa volta, però, la scena è stata tragicamente diversa. «Il neonato era immobile, di carnagione chiara, e non c’era nulla accanto a lui: né un ciuccio, né un biberon, né un biglietto.

Ho subito chiamato il 118», ha raccontato. Secondo Savarese, il piccolo potrebbe aver trascorso le ultime 24-48 ore nella culla termica. Tuttavia, emergono dubbi sul funzionamento del dispositivo. «Non capisco perché il sistema di riscaldamento non abbia funzionato né perché l’allarme, che avrebbe dovuto segnalare la sua presenza, non sia scattato», ha dichiarato l’uomo. Le indagini sono ora in corso per chiarire le circostanze della tragedia. «Spero non lo abbiano lasciato già morto», ha aggiunto Savarese, esprimendo tutto il suo sgomento. Mentre si attendono i risultati delle indagini, resta il dolore per una vita spezzata troppo presto. «Oggi questo neonato senza vita fa tanta tristezza», ha concluso Savarese, riflettendo sull’enorme contrasto tra la speranza che la culla rappresentava e la tragedia vissuta. La culla termica, concepita per salvare vite, sarà al centro delle verifiche tecniche per comprendere cosa non abbia funzionato e garantire che una simile tragedia non si ripeta.

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