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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA

8 Dicembre 2024, 08:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA È la notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 quando, all'interno della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, in provincia di Ancona, cinque minorenni e una mamma perdono la vita a causa della calca che si è formata per la diffusione di una sostanza urticante all'interno del locale. Tutte quelle persone erano andate a vedere il concerto di Sfera Ebbasta, che stava tardando a iniziare, e per molti giovanissimi quella era la prima volta in discoteca.

Sono passati sei anni da quella notte, in cui hanno perso la vita Emma Fabini, 14 anni, Asia Nasoni, 14 anni, Benedetta Vitali, 15 anni, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16 anni, ed Eleonora Girolimini, mamma 39enne di quattro figli che aveva deciso di accompagnare insieme al marito una delle figlie allo spettacolo.

 

 

Per la strage di Corinaldo ancora oggi i familiari delle vittime chiedono giustizia: «Vorremmo smettere di sommare al dolore per la scomparsa di nostra figlia Emma, la rabbia e il rancore per l'aspetto giudiziario - ha dichiarato Fazio Fabini all'Adnkronos - vorremmo che finalmente lo Stato mettesse fine a questo processo prima che, tra un anno e mezzo, vada tutto in prescrizione e vorremmo che si rendesse giustizia a questi ragazzi». 

La strage di Corinaldo: cosa è successo l'8 dicembre 2018

Nella notte dell'8 dicembre 2018 nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo era stato organizzato un concerto del rapper italiano Sfera Ebbasta. Ma poco prima dell'arrivo, alcuni individui spruzzarono nella sala dello spray a peperoncino causando panico tra la folla. Uno stato d'agitazione che è stato incrementato anche dalla chiusura delle due uscite di emergenza. Così la massa si è diretta verso la porta sul retro del locale, che si affacciava su un ponticello situato su un piccolo fossato.

 

 

Il ponticello, a causa del peso della gente, è ceduto facendo precipitare numerose persone nel fossato, molte delle quali rimasero schiacciate e altre calpestate dalla folla. Secondo gli inquirenti che si sono occupati del caso, al momento della tragedia nella sala erano presenti circa 1400 persone, mentre il luogo aveva una capienza autorizzata di massimo 469 persone.

Quella sera hanno perso la vita per asfissia e schiacciamento cinque minorenni, di età compresa tra i 13 e i 16 anni, e una mamma di 39 anni che aveva accompagnato la figlia al concerto. 59 persone sono invece rimaste ferite: 7 di esse furono trasportate in codice rosso all'ospedale Torrette di Ancona e poste in coma farmacologico, mentre le restanti furono trasferite principalmente negli ospedali di Senigallia e Jesi. 

Le indagini

Il giorno dopo l'accaduto i carabinieri hanno arrestato un ragazzo di 16 anni, sospettato di aver spruzzato lo spray. Ma la sua responsabilità non è mai stata accertata. Poi altre 17 persone sono state indagate, tra le quali i proprietari e gestori del club, il sindaco, gli amministratori e i tecnici comunali che avevano rilasciato il permesso per svolgere l'evento nel locale. Solo il 2 agosto del 2019 i carabinieri del nucleo investigativo di Ancona hanno arrestato sette persone, tra cui sei ragazzi di età compresa tra i 19 e i 22 anni. Loro sono stati accusati di omicidio preterintenzionale, lesioni e associazione per delinquere, in quanto componenti di una banda dedita a rapine con spray al peperoncino.

Il processo

A dicembre 2022, poi, è arrivata in Cassazione la conferma delle condanne per i giovani della Bassa Modenese accusati di essere i componenti della ‘banda dello spray’ che provocò la fuga di massa dalla ‘Lanterna Azzurra’. Parallelamente si è indagato sul filone relativo alla sicurezza del locale. In questo ambito per alcuni si è svolto un processo con rito abbreviato.

Un altro processo davanti al Tribunale di Ancona si è aperto invece con rito ordinario nei confronti di altri nove imputati, un filone legato a presunte carenze nel locale e ai permessi: nei loro confronti è arrivata a lo scorso 17 giugno la sentenza di primo grado. Alcuni sono stati condannati a vario titolo per falsità ideologica mentre tutti sono stati assolti dalle accuse più gravi di omicidio colposo e disastro: «Il fatto non sussiste, con formula piena, da omicidio colposo plurimo, disastro colposo tutto gli imputati. Assolto perché il fatto non sussiste Quinto Cecchini, gestore della discoteca. L'ex sindaco Principi, Gallo, Bruni, Martelli e Manna condannati ad un anno. Milani un anno e 2 mesi. Tarsi 4 mesi. Pene sospese». 

La rabbia dei parenti delle vittime

Dopo aver ascoltato la sentenza, i genitori e i parenti delle vittime cercano ancora giustizia. «La sentenza ci ha lasciato sorpresi e sbalorditi», ha sottolineato Fazio Fabini che, come gli altri parenti delle vittime, al di là delle condanne definitive per la banda dello spray accusata di aver provocato la fuga di massa dalla ‘Lanterna Azzurra’, chiede verità e giustizia anche nel filone giudiziario relativo alla sicurezza del locale. «Continuiamo a vivere l'8 dicembre come un giorno estremamente difficile da trascorrere e quest'anno si aggiunge una rabbia illimitata rispetto a una decisione che non comprendiamo - ha continuato Fabini - abbiamo presentato ricorso in appello come parti civili, ha fatto appello anche il pm e speriamo che la Corte di Appello abbia maggior rispetto per questi ragazzi».

Il papà di Emma non si dà pace per la sentenza che, pur avendo condannato alcuni imputati per falso, non ha riconosciuto un nesso con la morte delle vittime: «L'apertura ingiusta di una attività - ha osservato Fabini - non può non essere alla base di quello che succede all'interno di un locale: se non fosse stata autorizzata, non sarebbe successo niente, né la banda al peperoncino, né l'affollamento». LEGGO.IT

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