PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Esplosione nel deposito Eni a Calenzano: 2 morti, 9 feriti e 3 dispersi. Ancora ignote le cause

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA CALENZANO - È salito a 2 morti, 9 feriti e 3 dispersi il bilancio dell’esplosione avvenuta nel sito dell’Eni a Calenzano. Altre 17 persone si sono recate autonomamente presso le strutture sanitarie per ricevere cure mediche. «Ancora in corso i soccorsi», si spiega dalla prefettura che ha riunito il Ccs, il Centro coordinamento soccorsi che viene attivato da pianificazione nel caso di eventi che riguardino industrie a rischio di incidenti rilevanti quale il sito Eni di Calenzano.
L’esplosione è avvenuta in un’area definita punto di carico dove le autobotti effettuano il rifornimento di carburante. Più di un mezzo è stato coinvolto dalle fiamme come anche la pensilina della struttura. Chiusa l’uscita dell’A1 e stop ai treni. Sul posto sono state distribuite mascherine.
Cause da accertare Ignote al momento le cause dell’incidente, che avrebbe potuto essere ancora più grave se avesse coinvolto il parco serbatoi. L’impianto dell’Eni, proprio per il fatto di stoccare combustibili fossili, era considerato tra quelli a rischio di incidente rilevante. Allertato l’ospedale di Careggi, che dista pochi chilometri, e gli altri ospedali della zona. In tilt il traffico: sia quello autostradale, per la chiusura dell’uscita di Calenzano sull’A1, punto nevralgico dei collegamenti nord-sud del Paese, poi riaperta, sia per l’interruzione della linea ferroviaria da Bologna a Firenze e da Firenze verso Prato, Pistoia, Lucca. Sono stati attivati bus sostitutivi.L’alert della Protezione Civile Il sistema di allerta della Protezione Civile ha funzionato, seppur un po’ in ritardo. Alle 11.25 sui telefonini è arrivato l’allarme per l’incidente accaduto un’ora prima nell’impianto industriale dell’Eni a Calenzano, in provincia di Firenze, vicino al centro commerciale I Gigli, con «presenza di sostanze pericolose», recitava il messaggio: «Trova riparo al chiuso e non avvicinarti all’impianto»”, è il consiglio rivolto in italiano e in inglese a chi si trovava nel raggio di cinque chilometri dall’incidente, dunque nell’area tra Prato e Firenze dove molti avevano sentito il boato, i vetri tremare e visto diffondersi il fumo nero. I comuni di Calenzano, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino hanno raccomandato alla popolazione di tenere le finestre chiuse. L’incidente ha causato – per quanto accertato finora - due morti, nove feriti di cui due in gravi condizioni e tre dispersi. Eni per adesso si è limitata a precisare in una nota che l’esplosione non è avvenuta nel deposito carburanti ma nella zona delle pensiline di carico, dove si riforniscono le autobotti: «Le fiamme non interessano in alcun modo il parco serbatoi», ha precisato la società. I vigili del fuoco stanno completando il lavoro di spegnimento. I soccorritori sono al lavoro, con le ambulanze pronte a partire dal deposito, mentre la Prefettura di Firenze ha riunito il Centro di coordinamento soccorsi.
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