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NEWS ITALIA E DAL MONDO Scuole aperte, rischio virus dai "bambini untori"? Lopalco: «Nessun legame, ma i vaccini riducono la circolazione»

26 Settembre 2024, 08:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Scuole aperte, rischio virus dai "bambini untori"? Lopalco: «Nessun legame, ma i vaccini riducono la circolazione»

INSERITO DA ANGELA CECERE Sul presunto legame tra le infezioni dei grandi - acciacchi lamentati in queste settimane da un esercito di mamme, papà e docenti - e la ripresa delle scuole «non ci sono dati epidemiologici», premette l'esperto Scuole aperte, boom di virus 'portati a casa', stuoli di genitori e prof messi ko dai 'piccoli untori'. Lo schema è noto e si ripete ogni anno, ma è davvero così? Il ritorno sui banchi contribuisce veramente ad aumentare la circolazione dei primi malanni di stagione? Numeri non ce ne sono, chiarisce all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'università del Salento. Che tuttavia sottolinea dei dati secondo cui proteggere i bambini delle infezioni prevenibili attraverso i vaccini si traduce in uno 'scudo' anche per adulti e anziani. Legame tra virus dei grandi e scuole aperte? Sul presunto legame tra le infezioni dei grandi - acciacchi lamentati in queste settimane da un esercito di mamme, papà e docenti - e la ripresa delle scuole «non ci sono dati epidemiologici», premette l'esperto. «Sappiamo però - spiega - che le malattie respiratorie stagionali sono causate da virus che si trasmettono con elevata efficienza negli ambienti chiusi», come sono le scuole. «Questo è il motivo per cui nella stagione autunno-invernale il contagio riprende forza, per raggiungere il picco ad inverno inoltrato. L'apertura delle scuole», osserva inoltre Lopalco, «coincide con la ripresa di altre attività, prime fra tutte quelle lavorative, che si svolgono prevalentemente al chiuso. Quindi risulta difficile comprendere il contributo che la frequenza scolastica dia alla circolazione dei virus. In letteratura, infatti, i risultati degli studi sul tema sono spesso discordanti e non si è raggiunto un consenso unanime nell'attribuire alla frequenza scolastica un ruolo effettivo nella diffusione dei virus respiratori. Resta comunque evidente - rimarca l'epidemiologo - il dato che la presenza in un luogo chiuso di molte persone, senza una adeguata circolazione d'aria, aumenta il rischio di trasmissione e che fra i bambini in età scolare si registrano i tassi più alti di infezioni respiratorie. Per esempio, la maggiore incidenza di sindromi influenzali si ha proprio nella fascia di età scolare». L'importanza delle vaccinazioni Ci sono poi «altri elementi suggestivi del ruolo dei bambini nella circolazione di malattie respiratorie», analizza Lopalco che ne cita in particolare uno. «Riguarda lo pneumococco: si è verificato che la vaccinazione dei bambini contro lo pneumococco ha ridotto anche negli adulti e negli anziani l'incidenza della malattia da parte dei ceppi contenuti nel vaccino. Gli adulti e gli anziani sono stati dunque protetti in maniera indiretta grazie alla protezione dei bambini più piccoli». «In definitiva - conclude l'esperto - esistono evidenze che i bambini rappresentano una popolazione a maggior rischio per la diffusione delle malattie respiratorie, ma è difficile quantificarne il ruolo». In ogni caso, «non dimentichiamo che ad oggi l'obiettivo per queste patologie resta la protezione dei soggetti più deboli, che possono proteggersi vaccinandosi contro influenza, Covid-19, pneumococco e - da quest'anno - virus respiratorio sinciziale».

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