NEWS ITALIA E DAL MONDO Scuola, cresce il divario tra Nord e Sud: metà degli alunni senza mensa e palestra. Le province top e quelle flop Il report Save the children: niente tempo pieno per tre bambini su 5
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INSERITO DA ANGELA CECERE Esiste una scuola a metà in Italia, dove un bambino su due non può usufruire della mensa e della palestra. Addirittura 3 bambini su 5 non hanno la possibilità di accedere al tempo pieno. E l’Italia ancora una volta corre a due velocità: al Sud infatti la mancanza di servizi sale con picchi vertiginosi. Ed è proprio nelle regioni meridionali che si registrano livelli di dispersione scolastica tra i più alti in Europa. L’allarme parte da Save the Children che, in occasione della ripresa dell'anno scolastico, ha diffuso il Rapporto «Scuole disuguali. Gli interventi del Pnrr su mense, tempo pieno e palestre». Ed emerge che poco più di un bambino su due della scuola statale primaria, il 55,2%, ha accesso alla mensa e solo il 10,5% alle medie. Ma le differenze territoriali sono impressionanti: nelle regioni del Centro e del Nord si concentrano le province con oltre il 50% di accesso al servizio mensa con punte del 70% e oltre a Biella e Monza e in Brianza, fino al 91,3% della Provincia Autonoma di Trento. Nella maggior parte delle province del Sud invece la media dell’accesso al servizio mensa scende al 36,9%. Per le palestra si va sotto la metà: solo il 46,4% delle scuole statali ne ha una. Scendono al 30% le province meridionali di Messina, Reggio Emilia, Ferrara, Palermo, Crotone, Catanzaro, Cosenza, Catania e Vibo Valentia. «Dall’analisi dei progetti Pnrr avviati fino a oggi - spiegano da Save the Children - c'è il rischio che molte province italiane dove si concentrano le famiglie in condizioni socioeconomiche di svantaggio restino ancora indietro, senza ridurre le disuguaglianze. La distribuzione delle risorse del Pnrr tra le province è disomogenea, nonostante tenda a raggiungere le province più deprivate». Una riequilibrio necessario visto che in Italia un minorenne su tre, il 31,5%, che proviene da famiglie con scarse risorse economiche non pratica attività sportiva: tra gli adolescenti di 15-16 anni il 16,2% rinuncia a fare sport perché troppo costoso. Per questo Save the Children chiede al Governo di definire e finanziare Livelli Essenziali delle Prestazioni che garantiscano eque opportunità educative. «L'obiettivo di riequilibrio - ha spiegato Raffaela Milano, direttrice ricerca di Save the Children Italia - sembra raggiunto solo parzialmente. È un campanello di allarme che deve spingere a realizzare al più presto un'analisi di impatto sulla povertà educativa di tutti gli investimenti della missione 4 del Pnrr, dedicati all'istruzione. Nei territori più svantaggiati, è necessario integrare le risorse del Pnrr con altri fondi disponibili».
LEGGO
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