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NEWS ITALIA MONDO Vaiolo delle scimmie, l'Oms valuta l'emergenza globale. Bassetti: «Colpiti bambini e donne in gravidanza, l'Italia rischia importazione»

14 Agosto 2024, 15:50pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DE MIKI PAPPACODA Appena 15 mesi dopo la fine dell'emergenza che lo aveva visto protagonista, il vaiolo delle scimmie - ormai ribattezzato Mpox - torna a fare paura. L'emergere di un nuovo ceppo più pericoloso di quello diffusosi tra il 2022 e il 2023 e l'esplosione dei casi in Africa ha fatto alzare nuovamente il livello di allarme. Dall'inizio dell'anno il virus ha fatto registrare nella Repubblica Democratica del Congo oltre 14mila casi e 511 decessi. Il virus che causa lesione in tutto il corpo si è diffuso anche in altri paesi, tra cui Burundi, Repubblica Centrafricana, Kenya e Ruanda. Ieri la decisione da parte dell'Africa Centres for Disease Control and Prevention (Africa Cdc) di dichiarare l'emergenza sanitaria pubblica per il continente. Jean Kaseya, che guida l'Afrca Cdc, ha affermato che «la malattia potrebbe andare fuori controllo se non verranno presi provvedimenti immediati per contenerla». L'emergenza globale Oggi si aspetta la decisione dell'Oms: si riunisce infatti il Comitato di emergenza che potrebbe decidere per l'emergenza sanitaria globale e mettere in allerta le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. A spaventare è il fatto che l'attuale epidemia in Africa del Mpox è legata ad un nuovo ceppo del virus e non quello meno aggressivo conosciuto anche in Europa (e anche Italia) nel 2022 e che si era diffuso principalmente attraverso i rapporti sessuali nella fascia di popolazione degli uomini che fanno sesso con altri uomini. Il nuovo ceppo ha una mortalità più alta ed ha anche una capacità maggiore di diffondersi non solo con i rapporti sessuali. In Africa ha colpito soprattutto i bambini e le donne in gravidanza. Cos'è il vaiolo delle scimmie? Il Mpox è un'infezione virale zoonotica causata dal monkeypox virus, appartenente alla famiglia Poxviridae, la stessa del virus responsabile del vaiolo umano. Sebbene sia stato identificato per la prima volta nelle scimmie nel 1958, il primo caso umano risale al 1970 nella Repubblica Democratica del Congo. Da allora, il vaiolo delle scimmie è diventato endemico in diverse regioni dell'Africa centrale e occidentale, in particolare nelle aree di foresta pluviale tropicale. Il virus è rimasto confinato principalmente all'Africa fino al 2003, quando sono stati registrati i primi casi negli Stati Uniti, collegati all'importazione di mammiferi infetti. Tuttavia, il 2022 ha segnato un punto di svolta: per la prima volta, molti focolai sono stati identificati in Paesi non endemici, inclusi Stati membri dell'Unione Europea, senza alcun legame diretto con viaggi o importazione di animali infetti. Cura e vaccino Attualmente, i sintomi del vaiolo delle scimmie tendono a risolversi spontaneamente entro 2-4 settimane. Tuttavia, in alcuni casi, soprattutto nei neonati, nei bambini e nelle persone con un sistema immunitario compromesso, l'infezione può portare a complicazioni gravi che richiedono il ricovero ospedaliero. Per prevenire l'infezione, è fondamentale l'isolamento dei pazienti infetti e l'uso di mascherine chirurgiche in presenza di altre persone. Il contatto con gli animali domestici, soprattutto mammiferi, deve essere evitato. Esiste anche un vaccino, MVA-BN, che offre protezione sia contro il vaiolo umano che contro il vaiolo delle scimmie. Al momento, la vaccinazione è raccomandata solo per categorie ad alto rischio, come il personale di laboratorio e alcune persone nella comunità LGBTQ+, in particolare uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Bassetti: Italia rischia casi di importazione «Questo è un vaiolo diverso rispetto a quello delle scimmie che aveva riguardato nel 2022 per la maggior parte uomini che fanno sesso con altri uomini, quindi una malattia trasmissibile non solo con i rapporti sessuali - che si era contenuta con lo sforzo delle vaccinazioni e con comportamenti corretti in quella fascia - oggi in Africa sta colpendo i bambini e le donne in gravidanza. In Italia abbiamo una parte della popolazione vaccinata contro il vaiolo e una parte che non è immunizzata. Io credo che oggi l'Oms farebbe bene a rimettere nell'agenda futura - anche per quanto riguarda i bambini e l'Africa - le vaccinazioni contro il Mpox. Rischi per l'Italia? Potrebbero esserci per i casi d'importazione legati ai viaggi, nel 2024 questa è una malattia che travalica le categorie a rischio e diventa più difficile per la sanità pubblica il suo contenimento». Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. Il Mpox che sta spaventando l'Africa, «ci pone dei problemi di salute pubblica per quel continente perché è uscito dalla Repubblica democratica del Congo. Sono paesi che hanno scambi commerciali con l'Europa e l'Italia, questo ceppo nuovo di Mpox potrebbe diventare un problema anche da noi», conclude. Oggi si attende la decisione dell'Oms sulla possibilità o meno di dichiarare l'Mpox emergenza sanitaria globale. LEGGO.IT

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