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SEZ. ECONOMIA L'addio di Luciano a Benetton, Edizione cambierà il ceo '100 milioni di perdite, in arrivo 260 milioni per il rilancio'

26 Maggio 2024, 07:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. ECONOMIA L'addio di Luciano a Benetton, Edizione cambierà il ceo '100 milioni di perdite, in arrivo 260 milioni per il rilancio'

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Passo indietro del fondatore Luciano Benetton dal gruppo dei maglioncini colorati di Ponzano Veneto. In un’intervista l’89enne imprenditore ha annunciato le dimissioni da presidente accusando l’amministratore delegato Massimo Renon di aver nascosto un buco da 100 milioni di euro nell’andamento dei conti del 2023. Edizione pronta a ripianare le perdite con un altro aumento di capitale da 260 milioni | Grandi manovre in casa Proposta. Gli eredi di Carlo riordinano la cassaforte di famiglia Colpo di scena in casa Benetton. Il fondatore dell’impero dei maglioncini colorati, Luciano Benetton, tornato alla presidenza di Benetton Group sette anni fa per risollevarne le sorti si è dimesso. Lo ha annunciato in un’intervista rilasciata sabato 25 al Corriere della Sera in cui ha spiegato di «esser stato tradito» dai manager e ha accusato, senza nominarlo, l’amministratore delegato Massimo Renon di aver nascosto un «buco da 100 milioni di euro» nell’andamento dei conti del 2023. Accuse pesanti che però sono da leggersi più come uno sfogo, considerazioni amare di chi già nel 2018 definiva il deteriorarsi della situazione del gruppo come un «un dolore intollerabile» e l’anima storica creativa dell’azienda di Ponzano Veneto. Pare infatti che alla presa di posizione non seguirà una futura azione di responsabilità nei confronti del ceo da parte di un consiglio (anche se la vicenda potrebbe finire in tribunale) di cui fanno parte anche altri esponenti della famiglia Benetton e prime linee di Edizione. Quest’ultima è la cassaforte di famiglia da quasi 13 miliardi di valore a monte del gruppo ormai diversificato che oltre all’abbigliamento va dalle concessioni (Mundys con Adr e Abertis) alla ristorazione (Avolta, l’ex Autogrill-Dufry) e dalla finanza (Generali e Mediobanca) alle tlc (Cellnex). 

Gli altri membri della famiglia Benetton che siedono in cda

Oltre al fondatore, siedono nel consiglio anche Christian Benetton (terzogenito dello scomparso Carlo), Carlo Bertagnin Benetton (quartogenito di Giuliana) ed Ermanno Boffa, marito di Sabrina Benetton (secondogenita di Gilberto, scomparso sempre nel 2018). Christian Benetton, Carlo Bertagnin Benetton ed Ermanno Boffa sono consiglieri anche del board di Edizione, al piano di sopra della catena societaria. In cda c’è anche Christian Coco, direttore investimenti sempre della cassaforte nordestina. 

Le accuse a Massimo Renon 

Agordino di nascita, Renon era arrivato sulla tolda di comando di Benetton Group ad aprile 2020, da Marcolin, azienda di occhiali che fa parte sempre dell’operoso Veneto. «Mi sono fidato e ho sbagliato. Sono stato tradito nel vero senso della parola. Qualche mese fa ho capito che c'era qualche cosa che non andava. Che la fotografia del gruppo che ci ripetevano nei consigli di amministrazione i vertici manageriali non era reale», esordisce l’89enne imprenditore che nel 1965 assieme alla sorella Giuliana e ai due fratelli Gilberto e Carlo aveva dato vita al gruppo dell’abbigliamento e che poi Gilberto ha diversificato. E conclude, lasciando presagire tagli che ricadranno anche sui lavoratori: «Adesso occorre guardare avanti, nei prossimi mesi sarà fatto un piano per il futuro, abbiamo perso quattro anni e questo rende tutto più difficile non avendo la bacchetta magica. Purtroppo ci saranno sacrifici da fare. Quello che posso dire è che sarà messo il massimo impegno per ritrovare l'energia dei tempi migliori e dare nuova linfa a questo brand che rappresenta così tanto per la nostra famiglia e che porta il nostro nome. Per fortuna avevamo deciso di ritirare da tempo dalla borsa la Benetton. E quindi i rischi imprenditoriali erano e sono tutti in capo alla famiglia. Ma ancora una volta per la mia storia, per quello che significa la società, per i dipendenti, le famiglie, i tanti che entrano fiduciosi nei negozi dalla Moldavia a Parigi da Nuova Delhi a Los Angeles, prima di lasciare il gruppo intendo spiegare con la trasparenza che mi caratterizza cosa è successo senza per questo sottrarmi alle mie responsabilità».

Renon: mi sto organizzando con i miei legali
«Non commento l'argomento. Mi sto organizzando con i miei legali per una risposta strutturata», è la risposta secca di Renon.

I conti in rosso dal 2013 e oltre un miliardo andato in fumo
In realtà i problemi di Benetton Group nascono da lontano con l’arrivo sul mercato del fast fashion e dei colossi Zara e H&M che hanno progressivamente eroso quote di mercato al gruppo italiano dell’abbigliamento. Nel 2012 era arrivato l’addio alla borsa dopo 26 anni con una capitalizzazione già erosa ai minimi dagli anni ‘90 e utili sotto pressione dal 2008, sempre più esigui. Ci sono stati tentativi di riposizionamento sul segmento bambini e giovanissimi, senza successo.

Modello strutturalmente in perdita
La verità è che è un modello di business strutturalmente in perdita. Nel frattempo l’impianto dei costi, fra affitti e approvvigionamento di materie prime, è diventato infatti insostenibile. La gestione dei negozi (secondo i dati del 2022 è presente in 80 Paesi del mondo con più di 3.700 punti vendita) è rimasta in franchising, a differenza della presa diretta dei competitor Zara e H&M. Negli due esercizi la guerra alle porte dell’Europa (negozi Benetton sono presenti anche in Russia e nell’area dell’ex Europa dell’Est) ha contribuito a rallentare i piani di rilancio. Il management aveva presentato un piano nel 2020 che prevedeva un pareggio nel 2023 e cash flow positivi nel triennio successivo. Invece si è generata una nuova perdita a 8 zeri.

Gli aumenti di capitale di Edizione: negli ultimi 3 anni 350 milioni

Nel 2022 l’azienda aveva chiuso ancora in perdita di quasi 122 milioni di euro e anche nel 2021 il rosso di bilancio era stato di oltre 141 milioni. Le ennesime perdite che avevano visto gli interventi da parte dell’azionista Edizione (pare un centinaio di milioni all’anno) e che però avevano fatto salire il conto cumulato dei risultati negativi a superare di gran lunga il miliardo con il primo rosso a tingere i conti gia` nel 2013. In mezzo, il Covid, uno tsunami per tutti i gruppi del retail che aveva costretto Ponzano Veneto a spostare il piano triennale per il pareggio al 2023. Fallito, ancora, come tutti i precedenti tentativi di rilancio. 

Il 18 giugno l’assemblea di Benetton Group

Da qui il sorprendente sfogo amaro del fondatore e la nuova probabile iniezione di risorse da parte della cassaforte al piano superiore a cui seguirà un nuovo management. Negli ultimi 10 anni i ricambi al vertice sono stati molti. Ci aveva provato anche il secondogenito di Luciano, Alessandro Benetton ora a capo di Edizione, un profilo più finanziario rispetto a quello creativo di Luciano ma che era poi entrato in rotta con lo stesso padre e la famiglia sulla visione strategica del business. Il bilancio 2023 non è stato ancora diffuso e il 18 giugno è in programma l’assemblea di Benetton Group in cui emergeranno nuovi dettagli della vicenda. 

 

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