NEWS ITALIA E DAL MONDO In Italia entreranno 9500 badanti ma le richieste sono già 112mila Nel Paese che invecchia domande 10 volte più alte delle quote previste dal decreto flussi
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INSERITO DA ANGELA CECERE Numeri da capogiro per la richiesta di badanti nelle famiglie italiane: per 9500 in arrivo ne fanno richiesta in 112mila. In un Paese come l’Italia, in cui l’età media continua inesorabilmente a salire mentre il numero delle nascite continua a scendere, la richiesta di assistenza in casa si fa sempre più importante. Per capire il fenomeno basta leggere i dati del click day con cui, dal 21 marzo scorso, sono state presentate le richieste per colf e badanti. Tutto parte dal decreto flussi che ha previsto per l'assistenza familiare l'ingresso in Italia di 9.500 immigrati non comunitari l’anno, per il periodo 2023-25. I numeri arrivano da Domina, l’associazione dei datori di lavoro domestico: nei primi giorni di apertura del «click day», sebbene sia possibile fare domanda fino a fine anno, sono già pervenute 112mila domande solo per il settore dell’assistenza. Vale a dire oltre dieci volte in più, rispetto alla disponibilità reale. Considerando anche gli altri settori, si legge in una nota, le domande inviate sono state oltre 690 mila, a fronte di 151 mila ingressi complessivi consentiti per il 2024, divisi in 89.050 lavoratori subordinati stagionai e 61.950 non stagionali. Oltre ai ruoli da colf e badanti ci sono infatti anche altre posizioni da coprire nei settori dei trasporti, dell’edilizia, delle riparazioni idrauliche o meccaniche. Per i 9500 posti riservati a badanti e colf è indicata la retribuzione conforme al Ccnl del lavoro domestico, quindi non inferiore a 534,41 euro mensili. Le Regioni che avranno il maggior numero di nuove badanti extracomunitari, visto che i 9500 posti sono stati tutti ripartiti, sono Lombardia e Lazio rispettivamente con il 14,9% e il 14,4% del totale nazionale, quindi circa 1350 ciascuno. La Campania si vede assegnare poco meno di mille lavoratori, vale a dire il 10,2% del totale, mentre in coda ci sono regioni con un minor numero di abitanti come Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Molise, con meno di 100 lavoratori ciascuno. Ma bisognerà fare i conti con il boom di domande: «L'ingresso di lavoratori immigrati nel settore domestico - sottolinea Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina - rappresenta una necessità improrogabile ma i numeri dimostrano che la quota di 9.500 lavoratori è irrisoria».
LEGGO
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