NEWS ITALIA E DAL MONDO Cause civili, boom dopo il Covid solo il 28% si chiude entro un anno Il report Istat: contenziosi familiari al primo posto. 900mila rinunciano per i costi eccessivi
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INSERITO DA ANGELA CECERE Sempre più litigiosi in casa e sul lavoro. Boom di cause in tribunale per gli italiani dopo il Covid. A rivelarlo è l’ultimo report dell’Istat “Cittadini e giustizia civile” relativo al 2023, che riporta anche un’analisi dei tempi di attesa per ottenere una sentenza. ALLA SBARRA. Dopo una lieve diminuzione di cause civili, riscontrata nel 2021 probabilmente dovuta al rallentamento in pandemia, si registra un aumento del 10% di cause tra il periodo 2017-2019 e il triennio 2020-2022. Solo un cittadino su due, il 54,2%, coinvolto in cause civili si dichiara «molto o abbastanza soddisfatto» del sistema giudiziario. QUESTIONI DI FAMIGLIA. Spesso si va in tribunale per questioni di famiglia, principalmente per separazioni e divorzi: il 41,5% dei cittadini coinvolti in cause civili, infatti, ha a che fare con contenziosi familiari. Sono 3,5 milioni le persone che sono andate in tribunale per questo motivo, si tratta del 7,1% della popolazione con più di 18 anni. DAL LAVORO AGLI INCIDENTI. Seguono, con poco più di un milione di persone, le cause in materia di lavoro: il 2,1% della popolazione va in tribunale per veder difesi i suoi diritti sul lavoro o per rispondere di illeciti sulla stessa materia, si tratta del 12% delle persone coinvolte in cause civili. A seguire, si registrano le cause legate a “incidenti stradali e codice della strada”, che hanno coinvolto 776mila cittadini, pari all’1,6% della popolazione. Ci sono poi i contenziosi legati a “debiti, problemi finanziari e societari”, che hanno coinvolto 598mila cittadini, e i “contenziosi legati al vicinato e al condominio” che hanno portato dal giudice 380mila cittadini con più di 18 anni, lo 0,8% della popolazione adulta. IN ATTESA DI GIUDIZIO. Si va sempre più spesso in tribunale ma la sentenza si fa attendere. Solo il 28% degli intervistati dichiara che la controversia si è conclusa nell’arco di un anno. Una su due, il 49,7% delle cause, si conclude entro due anni, il 33,4% tra i due e i cinque anni successivi all’anno di inizio e il 16,9% supera addirittura i cinque anni di attesa. CARA GIUSTIZIA. C’è anche una buona parte di italiani, circa 900mila, che rinuncia a fare ricorso alla giustizia per i costi eccessivi. Solo il 28% delle persone coinvolte nelle cause è a conoscenza delle spese.
LEGGO
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