CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Bus, fuga degli autisti e polemiche: "Salari bassi, sacrifici e poche tutele"
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA E’ di venerdì l’annuncio che da domani "saranno interessate da sospensioni le linee urbane, 1, 3, 4, 5, 7 e 8" del trasporto pubblico locale gestito da Seta. Si tratta certo delle linee a più intensa frequenza di corse giornaliere, ma il taglio di oltre 100 corse su 1.600 complessive – a causa della mancanza di autisti – apre una serie di riflessioni e scatena polemiche. "Tagliare sul trasporto pubblico significa incidere negativamente sulla qualità della vita dei modenesi, in particolare – sottolinea Cinzia Franchini di Ruote Libere – sulle fasce più deboli. Ma non solo, tagliare sul trasporto pubblico significa contraddire un intero programma politico che, a parole, fa del rispetto dell’ambiente un caposaldo e rappresenta una totale debacle per chi da anni usa slogan come ‘città compatta’ e ‘incentivazione del mezzo pubblico a discapito di quello privato’. Inutile dire che la carenza di autisti non è una giustificazione, anzi è una aggravante. Se nessuno vuole fare l’autista Seta, qualche domanda il neo presidente Alberto Cirelli dovrebbe porsela, al di là delle presentazioni dei mezzi più o meno ecologici, più o meno green". Fino a prima del Covid, cioè fino al 2020, Seta faceva ogni anno una selezione di personale alla quale si presentavano 4-500 candidati. I posti a concorso erano tranquillamente sempre coperti e si creavano graduatorie molto estese dalle quali poter attingere ogni qualvolta ce n’era bisogno. Dopo il 2020 è cambiato tutto: dal sud Italia sono crollate le candidature (dal Nord Italia lo avevano già fatto da diversi anni), ed ora quasi tutte le aziende di trasporto pubblico, non solo Seta ma anche di Lombardia, Veneto, Piemonte soffrono di una carenza diventata cronica. "E’ vero come dice Seta – incalza Marco Bottura, fresco segretario provinciale trasporti e logistica Cgil – che si tratta probabilmente di una misura temporanea legata all’incremento delle assenze per malattia del personale, ma questo problema si innesta su una carenza strutturale di autisti. E questo è tanto vero che Seta non ha neanche indicato il termine della riduzione programmata delle corse. C’è il problema, poi, della fuga degli autisti dai sevizi di trasporto pubblico locale che non è solo un fenomeno modenese e si inquadra in situazioni simili che troviamo anche nella fuga dei sanitari dalle strutture pubbliche.
Non dobbiamo dimenticare che parliamo di attività impegnative, su turni, con impegni di servizio anche il sabato e la domenica, attività con molta responsabilità e con retribuzioni non altezza della disponibilità e del sacrificio richiesti. Questo è il motivo fondamentale per cui già da molti mesi si sta assistendo ad una fuga di questo tipo". A complicare il quadro di un settore come quello del trasporto pubblico non va dimenticato il tema sicurezza, esploso a seguito di episodi di aggressione verbale, e non, cui sono stati fatti sovente oggetto gli autisti. Questo mestiere una volta invidiato, oggi non è più appetibile tantomeno per chi deve venire dal Sud Italia, che come neoassunto si troverebbe in tasca uno stipendio base che gli basta appena per pagare affitto, utenze eccetera. Le soddisfazioni non ci sono. "Per porre argine alla fuga – aggiunge Franchini – non vi è altra strada se non quella di dare nuova dignità alla professione anche attraverso adeguati incentivi economici. Con la corsa al ribasso, con contratti sempre meno tutelanti, addirittura per quanto riguarda il mondo dell’autotrasporto usando la leva del decreto flussi, non si va da nessuna parte, in termini di garanzia del servizio e in termini di sicurezza". IL RESTO DEL CARLINO
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