NEWS ITALIA E DAL MONDO Maltempo, allerta in 5 regioni: ecco quali. Curcio: «Evacuazioni preventive». Il sindaco di Quarrata: «Salite ai piani alti» Gli aggiornamenti in tempo reale

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A Montale, comune del Pistoiese, disposta la chiusura nella notte di alcune strade perchè, come comunicato dal sindaco Ferdinando Betti in un messaggio postato su Fb intorno alle 2, stava «tracimando» il torrente Agna, responsabile delle esondazioni avvenute il 2 novembre nella zona industriale e della stazione. Il sindaco ha anche rivolto un appello a non passare dalle strade chiuse e a non rimuovere le transenne posizionate.
Montale è uno dei tre comuni - gli altri sono Prato e Montemurlo - dove ieri sera sono scattate evacuazioni preventive in previsione della nuova ondata di maltempo: l'area interessata dall'ordinanza quella della stazione per chi abita ai piani terreni o interrati e non ha possibilità di salire a piani superiori.
«A causa delle forti piogge cadute sulle zone già alluvionate, la situazione sulla Stella al ponte Torto è molto critica. Si avverte la popolazione di salire ai piani alti degli edifici e di non scendere assolutamente in strada». Lo comunica su Fb Gabriele Romiti, sindaco di Quarrata, in provincia di Pistoia, tra quelli già colpiti dalle esondazioni che hanno interessato la Toscana il 2 novembre. «Si prevedono problemi anche per il vento forte: se potete, non mettetevi in viaggio», aggiunge.
dal nostro inviato
MONTEMURLO (PRATO) «Lo vede? Ho una voragine nel pavimento. Perché qui l'acqua mica è arrivata da fuori, dal torrente che è esondato, è proprio salita da sotto, è esplosa. Abbiamo sentito "vrooom", come uno tsunami. Ha presente? Come si vede nei film. Con mia figlia siamo saliti sopra, al primo piano. Ora stiamo aspettando i vigili del fuoco che ci devono dire se la casa è agibile». Leandro Salvatori ha 69 anni, un tempo la sua famiglia gestiva un piccolo "generi alimentari" a Bagnolo, frazione di Montemurlo, provincia di Prato.
Bagnolo è anche il nome del torrente di cui sopra, quello che è uscito degli argini, distruggendo perfino l'idrovora che avrebbe dovuto limitare i danni. Montemurlo - due morti, centinaia di case invase dal fango, un'altra frazione, Oste, ancora con l'acqua alta - è un brulicare di tantissimi giovani e meno giovani venuti dalle zone vicine a dare una mano con i badili. Al Bar Ristorante La Torre, dopo avere ripulito il locale, si sono messi a preparare pasti caldi e li portano gratuitamente agli anziani che non vogliono lasciare le loro case, assediate dai detriti, anche se manca il gas. Se durante il giorno spunta anche il sole, alle 20 il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai, fa capire che sta arrivando ancora la pioggia. Diffonde un appello molto fermo: «Dalle 20 si rende necessario disporre che gli abitanti delle frazioni di Oste, Popolesco e Santorezzo lascino la propria abitazione se abitano ai piani terra o in seminterrati o vadano ai piani più alti». Sono le 20.30 quando il governatore della Toscana, Eugenio Giani, conferma: «Durante il giorno per fortuna in molte aree il livello dell'acqua si è abbassata. Ma per la notte ci aspettiamo forti precipitazioni. Se riusciamo a resistere, poi la situazione migliorerà». Viaggiando in Toscana il presidente Giani ha constatato due effetti devastanti della tempesta di giovedì: in collina alcuni corsi d'acqua hanno letteralmente modificato il loro percorso; sul litorale, in provincia di Pisa, ma anche in Versilia e nel Livornese, sono stati trascinati via gli scogli che proteggono dalla forza delle onde che così minacciano stabilimenti e negozi.
Ma torniamo al mattino. Non molto lontano da Montemurlo, a Firenze, nella sede della Regione, al termine di un sopralluogo con il governatore della Toscana, Eugenio Giani, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aveva spiegato che l'emergenza non è finita e che si sta giocando su due tavoli.
Il primo punta ad aiutare chi è ancora in difficoltà e a restituire una parvenza di normalità alle aree della Toscana colpite dall'alluvione di giovedì sera. Ieri mattina c'erano ancora 9.000 utenze senza corrente elettrica, in serata sono state dimezzate. Il secondo deve prevenire altre tragedie, visto che nella notte sono attese altre forti precipitazioni. «Procederemo a evacuazioni preventive di chi è rimasto in zone a rischio. Capisco che abbandonare la propria casa è sempre doloroso, ma dobbiamo pensare alla sicurezza. Ad agire saranno i sindaci» spiega Curcio. Detto di Montemurlo, anche il Comune di Prato, nella zona occidentale della città, ha deciso di evacuare parte di un quartiere: 191 persone di oltre 65 anni e disabili devono lasciare le loro case se non hanno la possibilità di mettersi al sicuro ai piani alti.
E se allarghiamo l'inquadratura sull'Italia intera, emerge che l'assedio del maltempo prosegue. Dalla Protezione civile hanno diramato un nuovo bollettino: «Allerta arancione in Emilia-Romagna, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Liguria. Allerta gialla in 15 regioni. Ancora piogge, temporali e vento forte su gran parte dell'Italia». Ma è proprio il sistema dei colori che sembra avere dei limiti. L'altro giorno a Campo Bisenzio molti cittadini hanno raccontato: nessuno ci ha avvertito dell'apocalisse in arrivo, se siamo riusciti a metterci in salvo è solo per il passaparola, non per gli avvertimenti delle istituzioni. Alcuni ragazzi ieri a Montemurlo erano più fatalisti. Dice Raffaele Paci, mentre tenta di liberare dal fango il piano terra della sua casa che si trova proprio di fianco al torrente Bagnolo: «Guardi, ciò che è successo è stato talmente senza precedenti, che non so davvero se sarebbe stato possibile avvertire la popolazione. Il torrente è piccolo, ma in poco tempo si è trasformato, era enorme, trascinava anche detriti e arbusti».
Secondo il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che è anche presidente dell'Anci Toscana, bisognerebbe indicare delle procedure chiare da seguire sulla base dei colori, perché altrimenti il sistema è poco utile, magari un Comune agisce in un modo, quello vicino in un altro: «Non lasciate soli i sindaci». Curcio: «Al di là di quello che è accaduto qui se ci sarà bisogno di rivedere il sistema di allertamento e i codici colori lo faremo nei tavoli opportuni. In questo momento non credo che sia l'elemento fondamentale». LEGGO.IT
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