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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Ciclismo e stacco di fine stagione: sì o no? Ne abbiamo parlato con un coach

21 Ottobre 2023, 08:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ciclismo e stacco di fine stagioneinserito da Michele Pappacoda Stacco di fine stagione: ha senso farlo oppure no? Una domanda che è lecito porsi, visto che stanno cambiando alcune tendenze nel mondo dell’allenamento, sempre più legato alle evidenze scientifiche e sempre meno radicato alle “credenze” tramandate da ciclisti e preparatori di un tempo.

Fino a qualche anno fa lo stacco completo durante la “offseason” era quasi obbligatorio per ciclisti e bikers di tutti i livelli, che riposavano una, due, tre settimane (a volte anche di più), con l’obiettivo di “rigenerarsi”, anche mentalmente, prima di tornare a faticare… Ma c’è una spiegazione scientifica? Che differenze ci sono tra amatori e professionisti? Come gestire al meglio lo stacco di fine stagione? Ne abbiamo parlato con Matteo Lonati (foto in basso), dottore in Scienze Motorie e preparatore atletico molto affermato.– Negli ultimi anni il punto di vista di atleti e preparatori nei confronti dello stacco di fine stagione sembra essere un po’ cambiato. È così? – Ciao a tutti. Lo stacco di fine stagione è ancora molto gettonato, ma è importante distinguere la necessità fisica e quella psicologica. La necessità fisica proviene da un corpo che è stato altamente stressato durante la stagione e presenta sintomi ben chiari, come perdita di massa magra e grassa, profilo ormonale compromesso, calo dei propri parametri di performance atletica. A livello psicologico, invece, ci può essere la voglia e il bisogno di dedicarsi ad altre passioni e/o voler dedicare del tempo a tutto quello che la bici ha portato a trascurare. Poi è doveroso fare una distinzione tra professionisti e amatori.– Spiegaci meglio – Il professionista deve staccare al 100%, perché ha delle necessità sia fisiche che psicologiche. Soprattutto a livello fisico deve ritrovare una situazione di calma e destrutturare tutto il lavoro fatto in stagione, che spesso è a tetto per volume, intensità e densità, per poi ricostruire. Per l’amatore è più un aspetto psicologico, perché a livello fisico difficilmente raggiunge stressor biologici che necessitano un reale stacco. – Amatori vs professionisti: quali differenze pratiche ci dovrebbero essere nello stacco di fine stagione? – Facendo riferimento al solo “stacco”, inteso come totale riposo, il professionista può permettersi più giorni e concedersi eventualmente qualche sgarro maggiore a livello alimentare, perché successivamente avrà tutto il tempo per ricostruire. L’amatore, se esagera con lo stacco, va incontro ad un de-allenamento e/o ad un peggioramento della propria composizione corporea, che poi ci metterà più tempo a recuperare, non potendo fare soltanto l’atleta nel periodo successivo. – In base a quali parametri si decide se fare o non fare un “vero” stacco ed eventualmente la sua durata? – Parametri biologici verificati tramite esami ematici, spettro ormonale in combinazione con la stanchezza percepita e la semplice voglia di fermarsi. Bastano 7-15 giorni per avere un buon rigenero e ripartire motivati. – Riposo completo o attività alternative? Eventualmente, quali sarebbe meglio praticare in questa fase di transizione? – Personalmente preferisco un rallentamento e non un vero e proprio stacco, o al massimo 7 giorni di riposo totale. L’ideale sarebbe praticare un’attività alternativa in cui viene comunque stimolata la componente aerobica e magari anche la componente forza. Per il ciclista, le più utili sono le camminate in montagna e la corsa in salita. – Secondo la scienza e secondo la tua filosofia, quale dovrebbe essere la durata minima e massima per far sì che lo stacco di fine stagione aiuti a rigenerarsi senza avere un calo di condizione eccessivo? – In sette/dieci giorni la performance di endurance cala, l’abilità di utilizzare ossigeno peggiora di un 4-10% e di conseguenza anche il massimo consumo d’ossigeno, indipendentemente dal livello raggiunto dall’atleta. Avviene anche una perdita di un 5-8% nella forza (componente massimale) e sopra i dieci giorni i cali sono ancora più importanti. – Lo stacco di fine stagione va adattato in base all’età dell’atleta? Ovvero, andando avanti con gli anni bisogna cambiare qualcosa? – Andando avanti con gli anni è più importante ridurre o non fare un totale stacco, per evitare l’eccessiva perdita di massa magra e contrattile. Lo stacco dalla bici potrebbe essere sostituito da alcuni lavori sulla forza in palestra, ad esempio. La componente forza, infatti, negli atleti meno giovani diventa il reale fattore limitante. fonte DI DANIELE CONCORDIA https://www.bicidastrada.it/ciclismo-e-stacco-di-fine-stagione-si-o-no/

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