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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Rossella Nappini uccisa a coltellate, le urla sentite dai vicini: «Basta, ti prego». Si cerca il killer: aveva uno stalker Rossella Nappini aveva due bambini, era separata e viveva con la madre

5 Settembre 2023, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  Rossella Nappini uccisa a coltellate, le urla sentite dai vicini: «Basta, ti prego». Si cerca il killer: aveva uno stalker Rossella Nappini aveva due bambini, era separata e viveva con la madre

INSERITO DA ANGELA CECERE l sorriso di Rossella Nappini resterà stampato nella foto che ora svetta su tutti i quotidiani. La sua storia però, ha riportato il buio, il terrore e la rabbia per l'ennesimo femminicidio. È stata uccisa a coltellate nel palazzo dove viveva, nel quartiere Trionfale, e il killer (in fuga) è probabilmente una persona che conosceva. I primi a dare l'allarme sono stati i suoi vicini e alcuni ragazzi quando hanno visto il suo corpo riverso in terra nell'androne con diverse ferite all'addome, procurate da un'arma da taglio. Chi è il killer? Gli investigatori lavorano per risalire al killer. Al secondo piano del palazzo della Questura in via di San Vitale si stanno vagliando diverse posizioni di uomini che, a vario titolo e per diverse ragioni, avevano o avevano avuto rapporti con la vittima, riporta Il Messaggero. Tra questi, anche l'ex compagno. La 52enne era separata dal padre dei suoi due figli. Chi la conosce racconta di «una relazione con un collega». Ma nel suo passato c'era anche uno stalker, che una volta le aveva scritto "Ti amo" con la vernice sull'auto. Le urla: «Basta, ti prego» In tanti sostengono di aver sentito delle urla nei minuti precedenti all'omicidio. «Basta, ti prego, fermati», avrebbe detto la donna al suo assalitore. Quando i condomini si sono affacciati al balcone era troppo tardi e c'era già il cadavere della 52enne nel sangue, poco dopo ricoperto dal telo della polizia scientifica. Sulla vicenda indaga la squadra mobile, che sta valutando una serie di ipotesi anche se alcuni testimoni avrebbero fatto riferimento a continue liti avute dalla donna con un compagno di origine magrebina, secondo quanto riferiscono alcuni suoi conoscenti. Si tratta comunque di testimonianze ancora tutte da verificare. Come è stata uccisa Sul posto per un sopralluogo è intervenuta anche la pm Claudia Alberti del gruppo violenze di genere ed è stata disposta l'autopsia che stabilirà anche il numero di coltellate che hanno ucciso la donna. Forse il suo aggressore aveva chiesto un ultimo incontro per chiarire tendendole una trappola o forse l'ha aspettata sotto casa in attesa che tornasse dal lavoro, sono dubbi che si scioglieranno soltanto nelle prossime ore. Chi era Rossella Nappini aveva due bambini, era separata e viveva con la madre. Un gruppo di persone, tra cui parecchi residenti, si è radunato attorno al civico 61, dove la 52enne è stata trovata senza vita. «Io vivo nel palazzo, penso che vivesse qua con la madre - spiega una donna -. Da quello che so ha due bambini ed è separata. Mio marito ha sentito urlare 'aiuto' intorno alle 17 ma quando si è sporto dal balcone non ha visto nulla. Quando è uscito per andare a lavorare è passato davanti all'ascensore e ha visto un corpo disteso ma già era coperto con un telo», aggiunge. «Da quel che mi hanno riferito la vittima, da qualche mese, viveva qui con la mamma, che ha circa 80 anni, perché stava male», ha detto Paolo Tedesco, amministratore del palazzo, chiamato da un condomino. «L'infermiera l'ho incontrata solo due volte, mi è sembrata subito una persona perbene, ma non lo conoscevo, non posso dire di più. Aveva chiesto una raccolta fondi per la Casa delle donne Rossella, che era separata, viveva con le sue due figlie assieme alla madre anziana di circa 80 anni nell'appartamento del palazzo in via Giuseppe Allievo, luogo in cui è stata uccisa, che fa parte del quadrante a nord ovest della capitale. In occasione del suo compleanno, nel 2018, sul suo profilo Facebook Rossella aveva chiesto come regalo di organizzare una raccolta fondi affinché ci fossero donazioni «alla Casa delle donne per non subire violenza». La 52enne, che lavorava come infermiera, era stata molto attiva nel campo sindacale e più volte anni fa si era spesa in difesa del suo ospedale, il San Filippo Neri, quando rischiò la chiusura, e contro le privatizzazioni nel campo della sanità. «La periferia che si appoggia al San Filippo rimarrà a guardare il declino di una assistenza pubblica», scriveva in una lettera indirizzata ad un giornale settimanale nel 2012, aggiungendo poi un suo stesso commento in cui invocava l'intervento di un ministro dell'epoca.

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