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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trasporti, con il ritorno a scuola scoppia la grana bus: aumenti medi del 20 per cento Il quadro da Verona a Venezia: in campo una task force anti-rincari. Regione e Province: «Recupereremo risorse»

4 Settembre 2023, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NEWS ITALIA E DAL MONDO Trasporti, con il ritorno a scuola scoppia la grana bus: aumenti medi del 20 per cento Il quadro da Verona a Venezia: in campo una task force anti-rincari. Regione e Province: «Recupereremo risorse»

INSERITO DA ANGELA CECERE La data-chiave sarà mercoledì 13 settembre, giorno di riapertura delle scuole: quella mattina l’Upi - l’Unione delle Province - riunirà i sei presidenti veneti e i vertici della Città Metropolitana di Venezia per discutere di una questione caldissima, il trasporto pubblico locale. Travolto da bilanci in rosso, carenza di autisti e rincari dei biglietti che, nel 2023, hanno raggiunto una media del 20% (con punte di oltre il 30) erodendo ancora di più i bilanci di migliaia di famiglie. Ma anche la Regione scende in campo: a metà settembre, infatti, la vicepresidente e assessore ai Trasporti Elisa De Berti avvierà una serie di confronti con le Province «per efficientare il sistema». «Lavoreremo, laddove possibile, ad una maggiore integrazione fra gomma e ferrovia, ottimizzando le spese e recuperando il maggior quantitativo di risorse» spiega De Berti. Che confida anche nei conti regionali. «Con l’assessore al Bilancio Francesco Calzavara - assicura il vicepresidente della Regione - stiamo muovendoci in questo senso: ogni euro risparmiato sarà impiegato per aiutare le aziende di trasporto. E, di riflesso, gli utenti». Le soluzioni: fondi o uso massiccio dei mezzi Ed è questo che vorrebbe fare anche l’Upi, sebbene l’ordine del giorno del 13 settembre suoni più come un auspicio: «Parleremo delle strategie da mettere in campo e dei bisogni dei cittadini» assicura Stefano Marcon, presidente di Upi Veneto. Perché quel termine («bisogni») può tradursi sostanzialmente così: servono soldi per arginare la fiammata dei costi e l’aumento dei biglietti. E l’unica strada, a suo avviso, è rivolgersi direttamente al governo. «Le soluzioni sono due: incrementare i fondi destinati alle aziende e rifinanziare il bonus trasporti» sintetizza Marcon. L’altra via, ma servirebbe una sorta di «mobilitazione» collettiva, è tornare ad usare massicciamente gli autobus, come prima del Covid. «La pandemia ha sferrato un colpo durissimo alle nostre aziende, che pure si confermano fra le più virtuose d’Italia. La trevigiana Mom, per esempio, ha chiuso il 2022 con 2 milioni di perdite, ma la dinamica è pressoché identica in tutta la regione. Incentivare l’impiego dei bus darebbe ossigeno ai bilanci». Le strategie E con i bilanci in attivo potrebbero spuntare nuove agevolazioni. Proprio Mom, venerdì, ha varato una campagna di sconti sui biglietti acquistati via app: il ticket virtuale costerà il 10% in meno, grazie al minor consumo di carta. Ma solo per i viaggi singoli, non per gli abbonamenti. Che rappresentano l’esborso più pesante per le famiglie, con i figli da mandare a scuola. A Padova (gestore Busitalia) c’è chi lamenta di aver dovuto sborsare 400 euro, in 12 mesi, per appena 4-5 chilometri di percorso. E storie simili cominciano a spuntare un po’ dappertutto. Per correre ai ripari alcuni Comuni hanno erogato fondi propri, come Verona (300 mila euro) e Vicenza (100 mila). Ma una soluzione strutturale di fatto non c’è L'attacco alla giunta: hanno finito soldi Il governo risponderà? Vedremo. Intanto è la giunta Zaia a finire nel mirino, con il Pd (primo firmatario il consigliere Andrea Zanoni) che accusa la Regione di essersi dissanguata per coprire «il buco causato dalla superstrada Pedemontana Veneta, 65 milioni l’anno scorso» . «Hanno finito i soldi e non hanno più niente da mettere (come sempre, del resto) sul trasporto pubblico locale, facendo ricadere rincari e disagi sugli studenti e le loro famiglie», incalza Zanoni. Accuse, però, respinte al mittente da Elisa De Berti: «Attaccarci è lo sport preferito dall’opposizione». La penuria di autisti Ma le grane non finiscono qui, perché le aziende di trasporto debbono affrontare un altro problema: la cronica carenza di autisti. È notizia di sabato che Busitalia Veneto, la società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce i servizi a Padova e in provincia di Rovigo, ha deciso di esternalizzare parte delle corse, affidando alla privata «Fratelli Rigato» 1.605.000 chilometri di servizi urbani in 12 mesi (il 23,7% del totale, nella città del Santo) per un valore di 3.450.750 euro. In base al capitolato d’appalto dovrebbero arrivare 80 autisti esterni in supporto a Busitalia, ma secondo Stefano Pieretti di Adl-Cobas non sarà così. «La ripresa dell’anno scolastico sarà un disastro, anche perché l’azienda scelta non ha abbastanza conducenti. Senza contare il fatto - dice Pieretti - che tanti autisti Busitalia hanno già presentato domanda di assunzione alla veneziana Actv, che a fronte di un carico lavorativo simile perlomeno offre buoni pasto a 9 euro e indennità specifiche per chi guida i tram».

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