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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA EL NINO colpirà pesantemente già da Settembre, c'è ora la tendenza; vi diciamo gli effetti in Italia

20 Agosto 2023, 09:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

El Nino è pronto a tornare dal prossimo Autunno

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Tutto confermato: El Niño colpirà pesantemente già da Settembre. Gli effetti di questo importante cambiamento a livello globale si sentiranno anche sull'Italia in termini di precipitazioni e temperature.

Ma di cosa si tratta e perché è così importante? Il nome un po' "buffo" El Niño significa “il bambino” in spagnolo: infatti, l’anomalia termica raggiunge in genere il suo apice verso il periodo del Santo Natale, ovvero proprio quello della Nascita del Bambin Gesù. La voce è in spagnolo perché tocca regioni a lingua ispanica dopo la colonizzazione colombiana. Si tratta di un fenomeno su larga scala, osservato sulla superficie dell’Oceano Pacifico tropicale, centrale e orientale e capace di influenzare le condizioni meteo-climatiche globali.

Gli esperti chiamano questa variazione ENSO (El Niño-Southern Oscillation). I cicli che caratterizzano questo fenomeno hanno una durata che va dai 2 ai 6/7 anni circa.
La Niña ed El Niño sono rispettivamente un raffreddamento e riscaldamento della superficie oceanica. Durante un episodio di Niña, le acque risultano di 1/3 gradi più fredde del normale, mentre nelle fasi di Niño sono di 1/3 gradi più calde.
L'anomalia più preoccupante riguarda proprio questo aspetto: negli ultimi due anni è stata La Niña a dominare la scena a livello planetario e, secondo lo schema classico, le temperature a livello globale sarebbero dovute calare. Ed invece è successo il contrario, il 2022 è stato l'anno più caldo di sempre da quando si registrano i dati meteo e la prima parte dell'Estate 2023 ha fatto registrare valori record (specie a Luglio) con punte fino a 48°C anche in Italia.
Questo fatto porta a una riflessione per nulla banale: il riscaldamento climatico in atto, provocato in parte anche dalle attività antropiche, gioca ormai un ruolo così importante da annullare gli effetti di questi immensi meccanismi climatici.

Ma la domanda sorge spontanea: cosa accadrà quando gli effetti del global warming (riscaldamento globale) si andranno a sommare con quelli di El Niño?
Intanto, quello che sappiamo è che la NOAA, l’agenzia statunitense che si occupa di dinamiche oceaniche ed atmosferiche, ha appena annunciato che le acque superficiali dell’Oceano Pacifico si stanno scaldando oltre le aspettative e quindi El Niño è più che confermato. La mappa qui sotto conferma questa anomalia con i valori che si porteranno ben sopra le media climatiche (colore rosso in pieno oceano, davanti alle coste del Sud America).Riscaldamento delle acque superficiali delle acque del Pacifico (colore rosso)Riscaldamento delle acque superficiali delle acque del Pacifico (colore rosso)Stiamo parlando di un fenomeno che riguarda una superficie vastissima, praticamente tutto l'intero Oceano Pacifico.

In caso di eventi "forti" di El Niño possono esserci ripercussioni indirette anche sul clima d'Europa. Anomalie positive molto elevate di temperatura sul Pacifico nord-orientale favoriscono lo sviluppo dei cosiddetti "fiumi troposferici", cioè enormi quantitativi di calore latente che dall'Oceano si trasferiscono all'atmosfera, salendo fino ad alta quota.

 

Questi fiumi di aria calda una volta saliti tendono a ridiscendere verso il basso nelle zone subtropicali, alimentando i grandi anticicloni permanenti come l'alta pressione delle Azzorre o l'alta pressione africana. Di conseguenza è lecito attendersi già dal prossimo mese di Settembre una maggiore spinta dell'anticiclone africano verso il bacino del Mediterraneo con valori termici ben sopra le medie climatiche di riferimento. Attenzione però, il caldo intenso influenza anche la temperatura dei mari, con valori che si sono già portati intorno ai 28/30°C su buona parte dei bacini: stiamo parlando di un'anomalia di circa 4/5°C oltre le medie di riferimento. Tutto ciò si traduce in una maggior energia potenziale in gioco, ovvero quel carburante necessario per lo sviluppo di fenomeni estremi anche per i prossimi mesi autunnali.

Queste condizioni, per esempio, potrebbero portare sulle aree meridionali allo sviluppo di Medicane (dalla fusione dei termini inglesi MEDIterranean hurriCANE "uragano mediterraneo"), ossia violente perturbazioni che si formano quando una bassa pressione viene alimentata dalle acque calde del Mediterraneo e sviluppa caratteristiche da tempesta tropicale. Anche se spesso hanno breve durata, i Medicane possono portare forti piogge e forti raffiche di vento fino a oltre i 120 km/h.

Insomma la prossima stagione rischia di essere molto movimentata sul fronte atmosferico, non resta che seguire passo passo gli aggiornamenti per capire meglio l'evoluzione e che tipo di effetti aspettarci alle nostre latitudini con l'arrivo ormai imminente de El Niño. di Mattia Gussoni Meteorologo IL METEO.IT

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