SALERNO E PROVINCIA NEWS Terapie ai morti, i sospetti su mille casi

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si moltiplicano le prestazioni da verificare dopo la task force dell’Asl nel Salernitano: controlli sugli ultimi dieci anni e riflettori sulle Rsa SALERNO. Oltre mille casi di pazienti deceduti e per i quali risultano fatturate e pagate prestazioni riabilitative oltre la data della loro morte. Si allarga lo scandalo dei “morti riabilitati” dopo la scoperta dei primi dieci casi nell’Agro nocerino e uno nella Valle dell’Irno, riconducibili alle false attestazioni di quattro terapisti che lavorano (o lavoravano) per un unico centro di riabilitazione. Dopo le prime verifiche del distretto sanitario di Nocera e del Nucleo ispettivo dell’Asl sul mondo delle cure riabilitative a domicilio, i controlli sono stati estesi - su richiesta della Corte dei Conti e in accordo con l’Azienda sanitaria di via Nizza - alle prestazioni degli ultimi dieci anni. Ed ora emergono numeri che, se riscontrati, sarebbero realmente uno scandalo di proporzioni notevoli. Sotto osservazione sono finite una cinquantina di strutture, tra centri di riabilitazione e Rsa, le residenze sanitarie assistite, in provincia di Salerno e finora sarebbero emersi oltre mille casi di pazienti che sono deceduti in determinato mese ma a loro carico sono state fatturate prestazioni sanitarie anche dopo la morte. L’Asl sta vagliando caso per caso per trovare i riscontri ai sospetti. La scoperta è stata possibile incrociando i dati del sistema Sinfonia, la piattaforma regionale che traccia l’intero sistema della sanità e che è aggiornato con la nascita e il decesso dei campani, con l’archivio “H” sulle prestazioni riabilitative e delle Rsa. Così sono state raffrontate le varie registrazioni dei decessi con quelle dei pagamenti effettuati a strutture convenzionate e sono emerse le incongruenze tra le prestazioni di riabilitazione rese a pazienti - e quindi pagate - e le date della loro morte. LA CITTA
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