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SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno: botte, minacce e pressioni. I ricatti ai mercanti d’arte Estorsioni ai galleristi, chiuse le indagini: in tre nei guai con Candela e Iavarone

3 Marzo 2023, 10:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Salerno: botte, minacce e pressioni. I ricatti ai mercanti d’arte  Estorsioni ai galleristi, chiuse le indagini: in tre nei guai con Candela e Iavarone

INSERITO DA ANGELA CECERE SALERNO Duemila euro per acquistare la vasca ad idromassaggio per l’abitazione di Fabio Iavarone , quattro quadri per un valore di circa 20mila euro e una Mercedes Gle data in prestito nel Natale 2020 e mai restituita perché data alle fiamme sotto l'abitazione dello stesso Iavarone nel marzo del 2021. Il gallerista salernitano Danilo Gigante sarebbe stato vittima di un’estorsione da parte del 43enne salernitano e dello stesso suo avvocato, il 50enne Francesco Candela. Gigante è indagato a sua volta per tentata estorsione nei confronti di due mercanti d’arte (i fratelli Pasquale e Carmine Crispino), in concorso sempre con Iavarone e Candela, questi ultimi finiti destinatari della misura cautelare in carcere firmata dal gip Francesco Guerra per entrambe le vicende, aggravate dal metodo mafioso. In pratica, Gigante sarebbe stato complice in un caso e vittima nel secondo. È quanto emerge nell’inchiesta coordinata dal pm dell’Antimafia di Salerno, Marco Colamonaci , che trae origine proprio dalla distruzione dell’auto “prestata” da Gigante a Iavarone e distrutta in un rogo che, in seguito ad alcune verifiche, è risultato essere doloso. Ma l’intera vicenda necessita di una ricostruzione più puntuale. Gigante aveva come collaboratore della sua galleria Pasquale Crispino che se ne era poi distaccato e aveva aperta un’autonoma attività, portando con sé alcuni suoi colleghi ai quali sarebbero stati anticipati dei soldi quale provvigioni aziendali. Il gallerista voleva indietro quel denaro. Il dissidio si era poi composto con un accordo che imponeva all’ex collaboratore di dare 20mila euro a Gigante. Quest’ultimo, non volendo avere più a che far con Pasquale Crispino, arrabbiato perché aveva scelto di mettersi da solo e per la perdita di alcuni clienti, nell’ottobre del 2020 avrebbe incaricato il suo avvocato, Francesco Candela, di farsi pagare. Candela, invece di esperire le vie legali per ottenere quanto richiesto, ha pensato di coinvolgere Iavarone, con la sua nota fama criminale, nell’operazione di recupero. Iavarone avrebbe picchiato uno dei Crispino nello studio di Gigante e Candela avrebbe assicurato il gallerista il rispetto dei patti con l’ex collaboratore. Le forti azioni di pressione nei confronti delle vittime, parrucchieri a Salerno, furono anche successive ma, al di là di un presunto sconforto, non avrebbero indotto a pagare i soldi dell’estorsione, seppure a dire di Iavarone e Candela sarebbero stati in una condizione di evidente difficoltà psicologica per le violenze. A febbraio del 2021 e nei mesi successivi si sarebbero poi consumate le estorsioni ai danni di Gigante, intimorito dalla caratura criminale di Iavarone, con il gallerista costretto a dare al 43enne quadri e oltre 20mila euro, utilizzati anche per la vasca idromassaggio per la sua nuova casa. Gigante avrebbe anche dato 5mila euro per contribuire alle spese legali di Iavarone che era stato nel frattempo arrestato. I rapporti tra Candela e Iavarone, inoltre, sarebbero testimoniati anche da una Range Rover intestata formalmente all’avvocato ma in uso al 43enne, per eludere eventuali misure patrimoniali, da qui l’indagine per i due di intestazione fittizia di beni. Come gli altri tre protagonista di questa storia, anche i fratelli Crispino sono destinatari di un avviso di conclusione delle indagini, ma indagati solo per favoreggiamento avendo negato la richiesta di denaro da parte di Gigante o Iavarone davanti ai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Salerno che stavano indagando sull’intera vicenda. Domani l’interrogatorio di garanzia dei due arrestati, con Candela difeso dagli avvocati Silverio Sica e Teresa Sorrentino. Per quanto riguarda l’avviso di conclusone delle indagini, i cinque indagati avranno 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o per presentare memorie.

LA CITTA DI SALENO

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