NEWS ITALIA E DAL MONDO Migranti, barcone si spezza davanti alle coste di Crotone: «Si temono oltre 100 morti». Fermato il sospetto scafista

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'imbarcazione non ha retto al mare agitato. Proseguono le ricerche in mare
Dramma migranti a Crotone. Un'imbarcazione è naufragata all'alba e il bilancio delle vittime continua a salire: al momento sono state recuperate 80 persone vive e rinvenuti 45 cadaveri lungo il litorale. Il dato è stato riferito dai Vigili del fuoco. Tra i migranti morti almeno un neonato e molti bambini, ma il conto finale delle vittime rischia di aggravarsi dal momento che il numero di persone presenti sull'imbarcazione al momento del naufragio era di 250.
È stata sottoposta a fermo dai carabinieri e dalla guardia di finanza la persona sulla quale erano in corso accertamenti perché sospettato di essere lo scafista del barcone naufragato a Cutro. Si tratta di un cittadino turco la cui posizione è ora al vaglio della magistratura.
Secondo quanto si è appreso, tra i relitti sarebbe stato trovato anche il documento di un altro soggetto che al momento non è stato rintracciato e che potrebbe essere fuggito o figurare tra i dispersi o le vittime.
Potrebbero essere più di 100 le vittime del naufragio del barcone carico di migranti avvenuto all'alba a Steccato di Cutro. L'incertezza è dovuta al fanno che i soccorritori non hanno un numero attendibile delle persone a bordo. Secondo alcuni superstiti sarebbero stati circa 180. Per altri molti di più, almeno 250. Un accertamento reso difficile dal fatto che non parlano inglese.
L'imbarcazione - su cui viaggiavano migranti in arrivo da Iran, Afghanistan e Pakistan - sarebbe finita contro gli scogli a causa del mare agitato. I cadaveri sono stati ritrovati in spiaggia, in località Steccato a Cutro.
Il racconto dei superstiti: «Eravamo in 250»
È destinato ad aggravarsi il bilancio delle vittime del naufragio di migranti a «Steccato» di Cutro. I superstiti trovati sulla spiaggia hanno raccontato ai soccorritori, infatti, che sul peschereccio su cui viaggiavano, che si è spezzato in due a causa del mare molto mosso, erano almeno in 250. L'ipotesi che viene fatta da investigatori e soccorritori è che le vittime del naufragio siano dunque molte di più delle decine accertate fino adesso.
Piangono senza parlare, avvolti in un dolore terribile e muto, i circa 60 migranti superstiti del naufragio a Cutro che sono stati portati nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Hanno tolto i vestiti bagnati e sono avvolti da coperte, riuniti, con lo sguardo fisso nel vuoto, in una delle sale del centro di accoglienza, accomunati dal dolore e dalla disperazione. Una donna, che ha il naso fratturato, grida disperata il nome del figlio che non trova più.
È stata una telefonata giunta verso le 4 al reparto operativo aeronavale della Guardia di finanzia di Vibo Valentia a fare scattare l'allarme per la tragedia verificatasi a Steccato di Cutro. Nella telefonata non sono state fornite notizie dell'incidente a causa di un inglese poco comprensibile di colui che ha chiamato. Gli operatori della centrale operativa, tuttavia, hanno intuito che potesse essere successo qualcosa ed hanno allertato le forze dell'ordine di Crotone.
«Profondo dolore per le tante vite umane stroncate dai trafficanti di uomini». Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo il naufragio in Calabria sottolineando che «si commenta da sé l'azione di chi oggi specula su questi morti, dopo aver esaltato l'illusione di un'immigrazione senza regole». Il governo, aggiunge, «è impegnato a impedire le partenze e con esse il consumarsi di queste tragedie, e continuerà a farlo, anzitutto esigendo il massimo della collaborazione agli Stati di partenza e di provenienza».
Il naufragio avvenuto in Calabria è una «tragedia immane» che «mi addolora profondamente e ci impone innanzitutto il profondo cordoglio per le vite umane spezzate». Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sottolineando che «è fondamentale proseguire in ogni possibile iniziativa per fermare le partenze» dei migranti.
«È una tragedia immane - ribadisce il titolare del Viminale - che dimostra come sia assolutamente necessario contrastare con fermezza le filiere dell'immigrazione irregolare, in cui operano scafisti senza scrupoli che pur di arricchirsi organizzano questi viaggi improvvisati, con imbarcazioni inadeguate e in condizioni proibitive». Dunque «è fondamentale» fermare le partenze ed è fondamentale «che non vengano in alcun modo incoraggiate traversate che, sfruttando il miraggio illusorio di una vita migliore, alimentano la filiera dei trafficanti e determinano sciagure come quella di oggi».
«Ancora una strage di migranti in mare. Ancora la morte per decine di persone, tra cui donne e bambini la cui sola colpa è quella di cercare una vita migliore. Nessuno dovrebbe fare questa fine. L'ennesima strage evitabile con adeguate politiche europee e con una efficace cooperazione tra governi. Grazie di cuore a tutti i soccorritori impegnati in queste ore e una preghiera per le vittime». Così Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio.
«Un barcone che trasportava migranti si è spezzato, a causa del mare in tempesta, davanti alle coste calabresi di Steccato di Cutro, a una trentina di chilometri da Crotone. Decine e decine di morti annegati, tra di loro anche bambini, tanti i dispersi. La Calabria è in lutto per questa immane tragedia - scrive in una nota Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria -. La Giunta regionale esprime sincero cordoglio per le vittime di questo naufragio. Ringrazio coloro che si stanno adoperando per tentare di trovare dei superstiti e per assistere i sopravvissuti, condotti nei vicini presidi ospedalieri e nel Cara di Isola di Capo Rizzuto. In queste ore sono in campo i Carabinieri, la Polizia, la Guardia di finanza, la Guardia costiera, i Vigili del fuoco, la Croce Rossa, la Capitaneria di porto, la Protezione Civile. In Calabria nel 2022 sono arrivati circa 18mila immigrati clandestini, la stragrande maggioranza dei quali a Roccella Jonica, un Comune in provincia di Reggio Calabria diventato ormai punto di approdo delle rotte illegali dei mercanti di esseri umani. I calabresi - un popolo che ha conosciuto il dramma dell'emigrazione - hanno accolto questi migranti, senza alzare polveroni e senza causare tensioni, ma la situazione sta davvero diventando ingestibile. Cosa ha fatto l'Unione europea in tutti questi anni? Dov'è l'Europa che dovrebbe garantire sicurezza e legalità? Che fine hanno fatto le operazioni di dialogo con i Paesi d'origine dei migranti? Tutte domande che, purtroppo, ad oggi non hanno alcuna risposta. E chi sta nei territori, a stretto contatto con la realtà di tutti i giorni, è costretto a gestire le emergenze e a piangere i morti».
«È qualcosa che non si vorrebbe mai vedere. Il mare continua a restituire corpi. Tra le vittime ci sono donne e bambini». A dirlo all'Adnkronos Antonio Ceraso sindaco di Cutro, il comune del crotonese dove è avvenuto il naufragio che conta almeno una trentina migranti morti. L'imbarcazione a causa del mare in tempesta si è spezzata e come racconta il sindaco «si vedono i resti del barcone su 200-300 metri di costa». «In passato c'erano stati sbarchi ma mai una tragedia così. Ora sto andando in prefettura per fare il punto con le autorità», spiega il sindaco.
LEGGO.IT
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