PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Sciopero benzinai, i sindacati: «Adesione al 90 per cento». Ma la serrata può finire già stasera

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA I sindacati benzinai sono stati convocati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 15. I sindacati benzinai sono stati convocati dal ministero delle Imorese e del Made in Italy alle ore 15. Lo si apprende da fonti dei gestori. Intanto gli stessi sindacati fanno sapere che al netto di dei distributori gestiti direttamente dalle compagnie petrolifere e dai retisti indipendenti, secondo i primi dati che affluiscono dal territorio, l'adesione dei gestori risulta, come previsto, assolutamente massiccia, tanto da segnare un dato medio intorno all'89% su base nazionali, con punte oltre il 90 in alcune zone del Paese.
Bearzi: «Da incontro possibile revoca sciopero»
«La convocazione da parte del ministero va incontro alla nostra richiesta di capire come è strutturato l'emendamento. L'incontro con i tecnici, a partire dal capo del legislativo, è importante e potrebbe essere l'elemento che fa cambiare la linea di condotta della protesta e revocare il secondo giorno di sciopero». Così il presidente di Figisc Bruno Bearzi a margine dell'assemblea delle tre sigle dei gestori di carburanti.
«Uno sciopero flop che deve far riflettere la categoria dei gestori». Lo dichiara il presidente di Angac Confsal, Giuseppe Balia, secondo il quale «le sigle storiche Faib, Figisc e Fegica non sono più credibili». «Una categoria disarmata che ha bisogno di riconquistare fiducia sulla rappresentanza sindacale non più rispondente alle esigenze del gestore. Una categoria che ha bisogno di riconquistare la propria identità, che ha paura nell'affrontare il prossimo futuro dettato da cambiamenti radicali in relazione alla transizione energetica. Una categoria delusa, apatica e senza prospettive, ridotta a sopportare vessazioni da parte delle compagnie petrolifere che, tramite accordi commerciali firmati da sigle che si autoproclamano maggiormente rappresentative, si ritrovano ad espletare un lavoro da veri schiavi del caporalato, con la paura costante che al minimo sbaglio o comportamento anomalo al fine di ottenere una remunerazione congrua di sopravvivenza, si ritrovano con la risoluzione del contratto. Una categoria ostaggio del potere petrolifero e senza tutela sia da parte della politica che della giustizia», dice il presidente di Angac.
Fegica e Figisc/Anisa, infatti, dopo il tavolo con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno confermato lo stop fino alle 19 del 26 gennaio sulla rete ordinaria e fino alle 22 (sempre del 26 gennaio) sulle autostrade. Faib Confesercenti, invece, ha valutato e ritenuto positive le aperture presentate dal governo e ha deciso di ridurre a un solo giorno la mobilitazione. LEGGO.IT
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