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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donato Furceri e Antonio Milia: il comandante ucciso nella caserma dei carabinieri e il brigadiere che gli ha sparato

28 Ottobre 2022, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donato Furceri e Antonio Milia: il comandante ucciso nella caserma dei carabinieri e il brigadiere che gli ha sparato

INSERITO DA ANGELA CECERE L'assalitore era stato congedato per un anno per problemi psicologici ed era tornato in servizio lo scorso 18 ottobre È passata un'intera notte, prima che Antonio Milia si arrendesse ai colleghi dopo aver ucciso il suo comandante Donato Furceri, con tre colpi di pistola nella caserma di Asso. Il blitz all'alba ha chiuso la storia, tutti gli ostaggi sono stati liberati. Restano ora le macerie di una vita spezzata. Il militare ammazzato, dopo 35 anni di onorata carriera, lascia una moglie e tre figli. Chi era Donato Furceri Donato Furceri aveva 58 anni. Originario di Palermo, stava servendo ad Asso da più di un anno. Si era trasferito nella caserma comasca nel febbraio 2021, dopo aver comandato la stazione dei carabinieri di Bellano, sul lago di Lecco, per 17 anni. Il trasferimento si era reso necessario per alcune accuse su presunte relazioni con donne sposate, diventate "ingombranti" quando qualcuno aveva deciso di farlo sapere a tutti scrivendo sui muri della città. L'Arma aveva avviato un'inchiesta interna, ma il rispetto per il lavoro di Furceri è sempre rimasto, tanto che il trasferimento ad Asso non ha comportato nessuna degradazione. In passato Furceri era stato in servizio anche in Brianza e sul territorio aveva prestato servizio nell'Arma a Carate Brianza, in forza alla compagnia carabinieri di Seregno. Lascia una moglie e tre figli. Chi è Antonio Milia Antonio Milia ha origini sarde ma vive a Como. Il 18 ottobre era tornato in servizio nella stazione dei carabinieri di Asso, dopo un anno di stop. Era stato ricoverato presso il reparto di psichiatria dell'Ospedale di San Fermo della Battaglia (Como) poiché affetto da problemi di disagio psicologico e successivamente dimesso e posto in convalescenza per diversi mesi. Giudicato idoneo al servizio da una Commissione Medico Ospedaliera, era rientrato in servizio da alcuni giorni ed attualmente era in ferie. Sposato, con tre figlie, vive in caserma. Preso in consegna dai colleghi dopo l'irruzione dei reparti speciali, già nelle prossime ore l'uomo verrà interrogato dal pm di turno per cercare di far luce sui motivi della tragedia.

LEGGO
 

 

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