SALERNO E PROVINCIA NEWS Anziana uccisa in casa, l’aggressione di sera: Adele è ancora grave La Mobile torna sul luogo della rapina sfociata in omicidio. Attesa per l’autopsia sul corpo della 91enne Maria Martino

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - Comincia a restringersi l’arco temporale in cui si sarebbe verificata la rapina finita in tragedia di via San Leonardo. Domenica notte, intorno alle 2, era arrivato l’aiutante del panettiere che confina con il cortile delle sorelle Martino. E dopo mezz’ora era sopraggiunto anche Giovanni Camera , il fornaio, andato prima a lavoro perché era domenica e voleva «finire presto per andare a mare». Nessuno dei due ha sentito alcun lamento, rumori insoliti provenienti dall’interno della case delle signorine Martino, distante meno di 10 metri dalla loro finestra. Il forno, infatti, affaccia direttamente nel cortile dove viveva la 91enne Maria Martino , trovata morta domenica mattina nella sua abitazione via San Leonardo 164, insieme alla 87enne sorella Adele , ancora ricoverata al “Ruggi” in gravi condizioni, ma non in imminente pericolo di vita. «Se avessimo sentito qualsiasi rumore insolito - spiega Giovanni Camera ce ne saremmo accorti». E anche alcune confinanti dell’altro lato della palazzina, quella che dà su via dei Carrari, non hanno avvertito nulla di anormale. «Le signorine Martino hanno una porticina al civico 9 di via dei Carrari attraverso la quale si accede ad un piccolo deposito e, saliti pochi scalini, si accede direttamente in casa. Siamo praticamente “muro a muro” (confinanti, ndr ) ma non abbiamo avvertito nulla». A questo punto se qualcosa fosse accaduto a tarda sera o di notte qualcuno tra i confinanti se ne sarebbe accorto: «Non abbiamo sentito né un lamento né un rumore insolito altrimenti saremmo intervenute – ha affermato un’altra vicina. Le signorine Martino sono così simpatiche e benvolute da tutti in questa strada». Eppure le condizioni di Maria e di Adele, pur se non colpite da arme da taglio, ma con varie tumefazioni al volto, sembra non facilmente compatibile con l’assenza di un rumore, di un lamento avvertibile dai vicini. L’unica possibilità è che un’eventuale aggressione dall’esterno potrebbe essere avvenuta dopo le 20 e prima della tarda serata, quando i rumori della strada potrebbero aver coperto eventuali richieste di aiuto e il forno era chiuso. Ma c’è di più. I cani, piccoli ma molto vivaci, sono stati trovati ancora legati e non liberi nel cortile. «I cani – spiega l’aiutante del fornaio – sono di quelli che cominciano ad abbaiare da lontano quando ti vedono. Quando arrivo la notte, anche se parcheggio dall’altro lato della strada e loro sono all’interno del cortile si fanno sentire e come ». A questo punto l’arco temporale si restringe, ancor di più perché i due cani non erano stati liberati come accadeva prima di andare a dormire e quindi a tarda sera, ma viene da chiedersi perché non abbiano abbaiato in maniera insistente come erano soliti fare. Se c’è stata un’aggressione, l’una o più persone sono entrate dalla porticina di via dei Carrari e quindi senza essere visti dai cani? Oppure gli animali conoscevano chi era entrato in casa, ipotesi meno plausibile visto il loro carattere. Molto dipenderà dalla testimonianza di Adele Martino, appena sarà possibile interrogarla. Ieri, in tarda mattina, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un nuovo sopralluogo nell’abitazione. Ulteriore elementi potranno emergere dall’autopsia sul cadavere di Maria Martino che dovrebbe essere eseguita a breve. L’esito della visione delle immagini dei vari negozi ed attività sarà rianalizzata nei prossimi giorni per stabilire con esattezza cosa hanno registrato sia lungo via San Leonardo sia, in parte, per via dei Carrari. Ma è come cercare un ago nel pagliaio. Salvatore De Napoli LA CITTA
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