NEWS ITALIA E DAL MONDO . Il centrodestra è andato meglio del centrosinistra nel primo turno delle elezioni amministrative, conquistando senza ballottaggi tre capoluoghi regionali - Genova, Palermo e L’Aquila

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DI PRIMULA GALANTUCCI . Il centrodestra è andato meglio del centrosinistra nel primo turno delle elezioni amministrative, conquistando senza ballottaggi tre capoluoghi regionali - Genova, Palermo e L’Aquila - e portandosi avanti a Catanzaro. Il centrosinistra si consola la vittoria a Lodi e con il vantaggio raggiunto Parma e a Verona, ma poco altro. I dati politici essenziali: centrodestra spinto da Fratelli d’Italia - che supera la Lega anche al Nord - e centrosinistra frenato dai 5 Stelle, che sembrano in preda a una crisi irreversibile. La dura competizione tra Meloni e Salvini da una parte e le difficoltà strutturali del «campo largo» inseguito dal Pd dall’altra portano Luciano Fontana - qui il suo videoeditoriale - a chiedersi se in campo ci siano «vere coalizioni o solo cartelli elettorali di convenienza», e la risposta del nostro direttore propende per la seconda ipotesi. La realtà fotografata dall’Istituto Cattaneo, in effetti, è che su 142 Comuni sopra i 15 mila abitanti chiamati al voto, solo 26 hanno visto contrapporsi con chiarezza i due fronti, altrimenti sostituiti da sigle e schieramenti molto meno decifrabili (l’esempio di Catanzaro è indicativo, con in testa un candidato di «centrodestra» che fino a pochi giorni fa era iscritto al Pd). Per il resto: nella guerra d’attrito che si combatte ormai in Ucraina, Severodonetsk è ormai completamente accerchiata dai russi. Nella guerra quotidiana di uomini violenti contro donne inermi che si combatte nel nostro Paese, le vittime ieri sono state due. Fabio Ridolfi, il 46enne marchigiano tetraplegico cui era stato negato il suicidio assistito, è riuscito a morire con la sedazione profonda. La maturità si farà senza mascherine. Le ELEZIONI I dati più rilevanti, punto per punto, sono questi: Roberto Lagalla, di Forza Italia, è il nuovo sindaco di Palermo, dove bastava il 40% anziché il 50 per vincere al primo turno (ma il candidato del centrodestra ha comunque preso il 49,2). Si chiude così la lunga era segnata da Leoluca Orlando, iniziata nel 1985, con 5 mandati sparsi in quasi un quarantennio. A Genova, il sindaco di centrodestra Marco Bucci si è visto confermare da uno stellare 55% di elettori, che hanno definitivamente archiviato l’immagine, anche quella pluridecennale, della roccaforte rossa. Anche all’Aquila, confermato al primo turno il sindaco uscente di centrodestra Pierluigi Biondi. Tra le 13 città che andranno al ballottaggio, Catanzaro sembra destinata al centrodestra atipico di Valerio Donato e Parma al Pd Michele Guerra, che ha più che doppiato il sindaco uscente Pietro Vignali. Ma il caso politico è rappresentato da Verona, dove il centrosinistra è in testa con l’ex calciatore Damiano Tommasi (40%), che al ballottaggio se la vedrà con il sindaco uscente Federico Sboarina (32%): decisivo sarà il pacchetto di voti del suo predecessore Flavio Tosi. Immaginare una Verona non più a destra resta complicato, ma il risultato di Tommasi è molto sopra le aspettative e il ballottaggio è aperto. I dati politici, invece, si possono sintetizzare così: Centrodestra Giorgia Meloni si conferma la leader più forte del centrodestra e quindi, in questo momento, la principale candidata al ruolo di presidente del Consiglio dopo le Politiche previste nella primavera del ‘23. Fratelli d’Italia supera infatti la Lega nella maggior parte dei Comuni del Nord e consolida il suo primato al Sud. La leader della destra chiede ora agli alleati di lasciare il governo, ma la risposta è negativa. Cosa funziona: la luna di miele tra Meloni e l’elettorato si protrae, facilitata dalla sua coerente ma anche confortevole permanenza all’opposizione, e Fratelli d’Italia continua a intercettare sia le perdite leghiste sia parte di quelle grilline. Cosa non funziona: quello meloniano «è quasi un sorpasso all’indietro: la Lega perde così tanto da farsi scavalcare», nota Antonio Polito. Meloni è popolare e comunica in modo efficace ma la sua leadership ha poco del conservatorismo moderato che ci si aspetterebbe in uno dei Paesi guida dell’Europa, come si evince da questo suo discorso in perfetto spagnolo (che da ieri fa il giro della Rete), pronunciato, quasi in trance mistica, a sostegno dell’estrema destra tardofranchista. Ma al momento è la crisi di Salvini - passato da uomo forte della coalizione a capo non più granitico della stessa Lega - la principale incognita del centrodestra. Da "Il Corriere della sera":
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