SALERNO E PROVINCIA NEWS Pomodoro egiziano venduto come made in Italy, corrotto anche un ispettore. Nei guai due soci di un’industria conserviera salernitana

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Commercializzazione di sostanze alimentari nocive, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e caporalato nel settore agroalimentare. Sono i reati contestati ai soci contitolari di un’industria conserviera con sede a Nocera Superiore, al termine di indagini eseguite dai carabinieri del Reparto Agroalimentare di Salerno coordinati dalla Procura di Nocera Inferiore. Oggi, nei confronti di uno dei soci è stata eseguita la custodia cautelare agli arresti domiciliari mentre per l’altro indagato il divieto di dimora. Eseguito anche il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per una valore di quasi un milione di euro. Le indagini erano partite dal mese di maggio dello scorso anno quando furono sequestrate 800 tonnellate di concentrato di pomodoro di origine egiziana contenente tracce di pesticidi sopra le soglie consentite ed in parte già distribuito sul mercato con richiamo al made in Italy. Nel corso delle indagini gli investigatori hanno riscontrato la presunta corruzione di un funzionario pubblico responsabile dell’Ispettorato Centrale della Tutela Qualità e della Repressione Frodi di Salerno che avrebbe fornito agli imprenditori conservieri in questione informazioni sulle attività di ispezione in anticipo. Le indagini hanno poi fatto emergere le vessazioni a cui sarebbero stati sottoposti dei lavoratori, sottopagati a nero con poco più di 4 euro all’ora. Secondo gli investigatori, erano costretti a lavorare anche 43 ore di seguito ed anche videosorvegliati. Oltre alle misure cautelari e al sequestro preventivo di quasi 1 milione di euro la Direzione Inps provinciale ha elevato sanzioni amministrative pari a 275.600 euro. PINO D'ELIA RADIO ALFA
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