ISCHIA NEWS Ischitano a processo per revenge porn

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 49enne D.V. dopo aver avuto per diverso tempo rapporti con una minore, inviò materiale fotografico a scopo intimidatorio per evitare che la stessa interrompesse i rapporti con lui per riprendere quelli con l’ex fidanzato Un rinvio a giudizio, e un’assoluzione. Si è conclusa così l’udienza preliminare nei confronti di due cittadini ischitani, nei cui confronti si sono levate accuse molto gravi, legate alla pornografia minorile. Per il 49enne D.V. il pubblico ministero Luigi Santulli aveva infatti chiesto il processo perché “con più azioni del medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, utilizzando (omissis) all’epoca dei fatti minore di anni diciotto, produceva materiale fotografico che poi inviata a scopo intimidatorio al fine di commettere il delitto descritto al capo seguente alla stessa (omissis) e a (omissis) all’epoca fidanzato della predetta minore”. D.V. era stato accusato anche di violenza privata “perché, mediante minacce di male ingiusto o di morte, nonché di diffondere immagini di (omissis) nuda o intenta in atti sessuali, in particolare sesso orale con il prevenuto, accuratamente reso irriconoscibile nelle foto, costringeva la predetta a rimanere con lui, a non frequentare altre persone, a lasciare (omissis), suo fidanzato dell’epoca, in più occasioni; nonché, mediante la condotta descritta al capo precedente (cioè inviando sette foto della suddetta ‘omissis’ nuda e nell’atto di espliciti comportamenti sessuali prima al citato omissis e poi alla stessa) compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere (omissis) a interrompere la sua nuova relazione sentimentale. Non riuscendo nell’intento per cause indipendenti dalla sua volontà, quali la reazione delle vittime che proseguivano la loro relazione”. Gli episodi di violenza privata consumata e di tentata violenza privata si sarebbero svolti in un arco di tempo compreso tra il giugno e il dicembre 2015. Riqualificato il reato più grave, quello di pornografia minorile, che il gup ha derubricato in diffusione di materiale pornografico; non luogo a procedere per il reato di sostituzione di persona. Assolto D.F. dall’unica contestazione mossagli dal p.m. Altro ramo della vicenda riguarda l’intestazione di una sim card della Tim da parte di D.V. ai danni di un’ignara signora che in quel momento si trovava a Siena. Una scheda telefonica utilizzata per inviare il materiale fotografico senza poter per questo essere identificato. Per questo motivo, nei confronti dell’altro indagato D.F. era stato ipotizzato il reato di favoreggiamento perché dopo aver provveduto a redigere il contratto telefonico ai danni dell’ignara donna “mediante dichiarazioni rese in data 8 gennaio 2016 presso gli uffici del commissariato di Ischia nelle quali diceva di aver dato la sim card descritta a D.V. e di averla attivata solo in serata quando è andata da lui la signora (omissis) che quel giorno era in provincia di Siena, aiutava D.V. a eludere le investigazioni dell’autorità”. Da qui la richiesta di processare i due ischitani, con la giovane ragazza parte lesa. All’esito dell’udienza preliminare svoltasi il 4 marzo, il giudice Luca Battinieri ha rinviato a giudizio D.V. riqualificando tuttavia il reato più grave che originariamente era quello previsto dall’art. 600 ter, 1 comma del codice penale, vale a dire di pornografia minorile, derubricandolo in quello previsto dall’articolo 600 ter 3 comma, cioè di diffusione di immagini di pornografia minorile, “perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e in tempi diversi, utilizzando (omissis), all’epoca dei fatti minore degli anni diciotto, produceva materiale fotografico che poi inviava, a scopo intimidatorio al fine di commettere descritto al capo seguente, alla stessa (omissis) e a (omissis), all’epoca fidanzato della predetta minore”. Il capo seguente è costituito dal delitto di violenza privata, previsto dall’articolo 610 del codice penale, per gli episodi già descritti in apertura. Il tutto con l’ulteriore circostanza aggravante di avere commesso il fatto profittando della minore età della vittima, tale da ostacolare la pubblica o privata difesa, dal 20 giugno 2015 (violenza privata consumata) fino al 31 dicembre 2015 (tentata violenza privata). La vicenda iniziò quando la ragazzina entrò in una banda musicale per suonare il flauto e qui incontrò l’imputato. Gli incontri non si svolgevano soltanto presso lo studio dell’uomo, ma anche presso un’abitazione che lo stesso aveva preso in fitto a Forio Il 49enne, difeso dall’avvocato Massimo Stilla, è stato invece assolto per il reato di sostituzione di persona, in relazione alla vicenda della sim card della Tim, così come è venuta a cadere anche la contestazione nei confronti del 36enne D.F., assistito dall’avvocato Maria Grazia Di Scala, che così esce definitivamente di scena, grazie al non luogo a procedere statuito dal Gup.
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