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ISCHIA E PROCIDA NEWS L’abbraccio di Ischia ai fratelli ucraini

5 Marzo 2022, 12:23pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ieri pomeriggio nuova manifestazione a porto d’Ischia, presenti gli amministratori isolani, il mondo del volontariato e dell’associazionismo. Ad una bambina ucraina regalato un quadro con le bellezze simbolo dell’isola a testimonianza dell’affetto e della vicinanza verso un popolo che vive l’incubo della guerra E’una catena di solidarietà infinita, che non si spezza. Anzi, come una fiammella si alimenta ogni giorno di più. Ischia è sempre più vicina all’Ucraina ed alle sofferenze che il suo popolo sta patendo. Un popolo che, tra l’altro, è parte integrante della nostra isola dove la sua comunità è numericamente ben rappresentata. E così, dopo la marcia di martedì sera nel borgo antico di Ischia Ponte – che ha visto la sentita partecipazione di centinaia e centinaia di persone – ieri pomeriggio c’è stato un altro appuntamento dall’elevato valore simbolico. Sulla banchina del Redentore, a porto d’Ischia, si è infatti svolto l’atteso e annunciato incontro con le autorità civili e militari, le associazioni di volontariato e il mondo giovanile dell’isola. E anche stavolta il gialloblu delle bandiere ucraine ha fatto capolino nella zona del porto. Insieme a momenti che certo lasciano il segno. Come quando alle 16, ad esempio, non soltanto hanno suonato le campane della attigua chiesa di Santa Maria di Portosalvo, ma quelle di tutti gli edifici di culto ubicati sul territorio isolano. Lo stesso hanno fatto, all’unisono, le navi e gli aliscafi che hanno scatenato le loro sirene: un messaggio contestuale per invocare la pace e dire no a questa maledetta guerra. Pascale: «Fa bene Papa Francesco a dire che quando si arriva alla guerra è fallita non solo la politica, ma anche l’umanità. Speriamo che i negoziati trovino una sintesi, le immagini di mogli e figli ammassati in una stazione ci hanno riportato a istantanee di 80 anni fa che non avremmo mai pensato di dover rivedere» Poi i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “V. Telese” di Fondobosso leggono un brano di Don Ciotti, e non può certo passare inosservata la presenza – e la successiva testimonianza – della giovane ragazza che ha padre ucraino e madre russa e che per raccontare la sua storia è giunta da Napoli. Poi c’è la delegazione politica in rappresentanza delle amministrazioni locali, composta da Giacomo Pascale (Lacco Ameno), Dionigi Gaudioso e Daniela Di Costanzo (Barano), Mario Savio (Forio), Irene Iacono (Lacco Ameno) e Luigi Di Vaia (Ischia) che non prendono soltanto la parola da un improvvisato palchetto messo su dove una volta insisteva l’ufficio turistico ma donano anche a una bambina ucraina un quadro che racchiude le peculiarità di tutti i sei Comuni isolani. Un gesto che vuol dire solidarietà, vuol dire vicinanza, vuol dire che gli ucraini attualmente ad Ischia devono sentirsi a casa loro e sentire nel contempo l’affetto dell’isola e della sua gente. Lo storico Davide Costa: «Perché tutta questa “visibilità” proprio ora? Perché solo adesso tendiamo la mano? Riflettiamoci, e ricordate che ciò che scrivete o condividete sui social hanno un peso sull’innocenza delle donne, degli anziani e dei bambini» Sul palco, dicevamo, tra gli altri Giacomo Pascale che ha detto: «Non sarà questa manifestazione a risolvere il problema della guerra, ma per noi rappresenta un modo per essere accanto al popolo ucraino che tra l’altro è parte integrante della nostra comunità. Spero che essere qui oggi trasmetta il nostro affetto sentito per i fratelli ucraini. Fa bene Papa Francesco a dire che quando si arriva alla guerra è fallita non solo la politica, ma anche l’umanità. Gaetano Ferrandino IL GOLFO24

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