CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS SCIOGLIMENTO: UN ROMANZO CHE NON AVREMMO MAI VOLUTO LEGGERE

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DI MICHELE PAPPACODA La stampa locale continua a centellinare le informazioni che emergono dalla relazione della commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento dell’amministrazione comunale, di materiale che ce n'è in abbondanza e la città di Castellammare ne esce con le ossa rotte. Ne abbiamo lette di tutti i colori, cose che mai ci saremmo aspettati e che fanno rabbia...tanta rabbia. Si parla dell'aspetto legato alla politica, tra parentele, rapporti e quant’altro, ma c’è di più. Infatti, anche la macchina amministrativa risulta coinvolta a vario titolo, dagli affidamenti diretti in violazione del principio di rotazione assegnati sempre agli stessi operatori economici, per arrivare alla mancata liberazione dei beni confiscati. Al netto delle responsabilità giudiziarie sulle quali può esprimersi solo la magistratura, tutto fa emergere chiaramente una sola cosa e cioè che non si è svolto il proprio DOVERE, motivo per il quale Castellammare è ferma al palo da diverso tempo. Come spesso ci troviamo ad ascoltare, questa situazione è figlia dello scarso interesse e della lontananza dei cittadini dalla vita politica della città, decidendo spesso di non decidere e di non votare, lasciando campo fertile per i politici di professione ed i pacchetti di voto. Ho sempre sostenuto che un politico non DEBBA CANDIDARSI, ma ESSERE CANDIDATO…e capisco anche che questa può essere utopia in certi contesti, come quello di Castellammare. Infatti dopo pochi giorni dallo scioglimento, già leggiamo di probabili candidature, fazioni e quant’altro. Non manca chi, con atti di fine sartoria dialettica, cerca di cucirsi addosso l’abito del perfetto candidato per le prossime e lontane elezioni (non prima di 24 mesi). Con tutto il rispetto, in questo momento critico, Invece di gareggiare per 2 anni su chi debba o non debba candidarsi, credo sia più utile alla nostra città, cercare di supportare i commissari, che si trovano davanti l'arduo compito di resettare, ripulire la macchina comunale e, al contempo, non fermarla per 2 anni, oltre a dover intercettare i fondi PNRR per le progettazioni presentate che verranno finanziate. Se davvero vogliamo che la città risorga dopo il momento più buio, i primi a doversi dare da fare siamo noi cittadini.
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