SALERNO E PROVINCIA NEWS Sei morti nella frana di Sarno, lo Stato non paga

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Impugnata la richiesta di risarcimento avanzata da una donna di Episcopio SARNO - L’apatia dello Stato per la tragedia del 5 maggio del 1998 continua con la raffica di ricorsi in Cassazione contro il Comune di Sarno per cercare di pagare meno di quanto dovuto ai familiari delle vittime. L’Avvocatura statale impugna anche una sentenza che riconosceva un ristoro economico ad una donna di Episcopio che, quel giorno, perse sei familiari sotto la colata di fango. Ad oggi non si contano più i ricorsi notificati al Comune di Sarno per ottenere l’annullamento delle pronunce della corte salernitana. Oltre venti, forse, i contenziosi in atto tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministero dell’Interno e l’Ente municipale di Sarno. Solo negli ultimi giorni sono arrivati all’attenzione del sindaco Giuseppe Canfora, della Segretaria comunale Teresa Marciano, dell’assessore Eutilia Viscardi e del settore “Affari istituzionali e legali” altri tre ricorsi notificati il 17 gennaio. Uno di questi riguarda una donna di Episcopio che, la notte del 5 maggio del 1998, perse i genitori, i nonni e gli zii. Un’esperienza terribile per quella famiglia, i cui superstiti mai dimenticheranno la tragedia. Pur essendo stato riconosciuto un risarcimento di 772mila euro, oltre interessi e spese legali, nessuno potrà restituire alla donna i cari estinti. Tuttavia, a mettere il dito nella piaga, e a prolungare la sofferenza dei familiari, è la battaglia legale che sta portando avanti l’Avvocatura di Stato nei confronti del Comune. Danilo Ruggiero LA CITTA
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