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BENEVENTO NEWS Bancarotta milionaria: Falzarano risponde, la moglie e Lana scelgono il silenzio Interrogate le tre persone coinvolte nel secondo troncone dell'inchiesta su 'Ecologia Falzarano'

31 Gennaio 2022, 12:50pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Bancarotta milionaria: Falzarano risponde, la moglie e Lana scelgono il silenzio Interrogate le tre persone coinvolte nel secondo troncone dell'inchiesta su 'Ecologia Falzarano'

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. Una ha risposto, le altre due no. Sono le scelte compiute dinanzi al gip Pietro Vinetti dalla tre persone coinvolte nel secondo troncone dell'inchiesta – prospetta le ipotesi di bancarotta fraudolenta (documentale e dissipativa), autoriciclaggio e reati tributari- sulla 'Ecologia Falzarano', società impegnata nel settore dello smaltimento dei rifiuti in più regioni italiane, dichiarata fallita dal Tribunale di Benevento il 17 giugno del 2020. Non è rimasto in silenzio, respingendo ogni addebito, Lorenzo Falzarano, 58 anni, finito in carcere, mentre si sono avvalai della facoltà di farlo la moglie, Loredana De Simone, 51 anni, di Airola - sono ritenuti gli amministratori di fatto della 'Ecologia'-, per la quale sono stati disposti i domiciliari, e, anche se ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee, Vittorio Lana, 60 anni, di San Giorgio a Cremano, rappresentante legale della stessa, al quale è stato applicato il divieto per un anno di esercitare imprese o di ricoprire uffici direttivi delle persone giuridiche. Come si ricorderà, l'esecuzione della misura era stata accompagnata anche dal sequestro preventivo di due società - la 'Gepind sas' e la 'Eco Energy' con sedi a Telese ed Airola-  con la nomina di Luigi Mazzone come amministratore giudiziario, e, nei confronti di 'Ecologia' e dei tre indagati – sono difesi del denaro costituente “il profitto del reato fino alla concorrenza di €. 6.220.510,36”.del denaro costituente “il profitto del reato fino alla concorrenza di €. 6.220.510,36”. Secondo gli inquirenti, sarebbero stati dissipati i beni aziendali della società fallita, determinando l’insorgenza di un passivo fallimentare di circa €. 80.000.000,00, non comprensivo delle istanze di ammissioni tardive, a fronte di un attivo di poco più di €. 18.000.000,00, distraendo, per quanto accertato dagli investigatori, somme di denaro per complessivi €. 9.157.077,52 dal 2014 al 2018 a favore di altra società sempre a loro riconducibile, in parte mediante fittizi noleggi di automezzi documentati da fatture per operazioni inesistenti ed in parte mediante l’utilizzo del mastrino “fornitori c/anticipi”, in realtà mai eseguiti, per giustificare contabilmente i movimenti finanziari”.

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