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NEWS ITALIA E DAL MONDO COVID: TERAPIE INTENSIVE, sono arrivati i Dati sui Ricoveri dei Vaccinati e dei NO-VAX. I Dettagli

7 Dicembre 2021, 11:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

I nuovi DATI dei RICOVERI per Coronavirus

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'aumento dei contagi COVID in Italia riguarda soprattutto i NO-VAX. Chi è ricoverato in rianimazione, senza aver ricevuto il siero anti-coronavirus, è pari al +17%. E' quanto emerge dal report della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, con i dati relativi agli ospedali sentinella rilevati il 30 novembre. "Il trend dei ricoveri COVID è in progressiva crescita e accelerazione. In una settimana è aumentato del 16%", si evidenzia. Parzialmente differenti i dati relativi alle terapie intensive in cui i pazienti crescono a un ritmo inferiore. I ricoveri in rianimazione fanno registrare un aumento di sole 7 unità, pari al 9%, e si tratta esclusivamente di non vaccinati: nelle terapie intensive aumentano del 17% i pazienti non vaccinati mentre diminuiscono del 10% quelli vaccinati. La diminuzione dei vaccinati nelle intensive, nonostante l’aumento complessivo dei ricoverati, è un segnale positivo circa la protezione del vaccino dalle forme gravi. Sono in tutto 810 i pazienti monitorati dallo studio Fiaso contro i 697 del 23 novembre. L’incremento sembra anche accelerare rispetto all’ultima rilevazione quando il tasso di crescita era stato leggermente inferiore, pari all’11%. A conferma delle precedenti rilevazioni, come riportato anche dal quotidiano Repubblica, l’età media risulta decisamente più bassa tra i non vaccinati: i pazienti positivi al COVID che finiscono in ospedale senza aver ricevuto nemmeno una dose di vaccino hanno in media 63,4 anni a differenza dei vaccinati che hanno 74,7 anni. La presenza di patologie pregresse, inoltre, continua a essere più alta tra chi è stato vaccinato: fra i vaccinati i pazienti con comorbidità sono il 71% mentre fra i non vaccinati il 56%. I non vaccinati che vengono ricoverati, dunque, sono in media più giovani e godono di uno stato di salute migliore. Insomma, i dati sembrano dimostrare che la vaccinazione e la diagnosi precoce influenzano positivamente e in modo sensibile la tipologia di pazienti che necessitano di ricovero e di cure intensive e l’esito della malattia. Tuttavia, tutti gli strumenti di prevenzione, tra cui anche l’igiene delle mani, l’utilizzo della mascherina e il rispetto del distanziamento sociale sono ancora necessari se vogliamo ridurre l’impatto della malattia nella nostra comunità. FONTE IL METEO.IT

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