SEZ. VARIE NEWS Sant’Ernesto di Zwiefalten: la storia del Santo

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sant’Ernesto di Zwiefalten: la storia del Santo del 7 Novembre Sulla vita di Sant’Ernesto, patrono della Germania si sa veramente poco. Ernest, come era all’epoca, era nato a Steißlingen, nella Germania occidentale, forse intorno al 1105. In Germania, nella prima metà del XII secolo, fioriva, vicino a Costanza, un grande monastero benedettino, l’Abbazia di Zwiefalten. Il governo di questa vasta comunità non era però facile: se da una parte c’erano i monaci devoti, dall’altro lato i potenti della terra, in mezzo ai quali l’Abbazia viveva. Soprattutto i feudatari suscitavano continuamente difficoltà per l’Abate. All’Abate Bertoldo successe per cinque anni Sant’Ernesto: furono anni di preoccupazioni amministrative, di controversie giuridiche, di schermaglie diplomatiche. Per questo motivo nel 1146 anche Sant’Ernesto si dimise. L’anno dopo però Sant’Ernesto partì per l’Oriente sotto le insegne dei Crociati. Erano trascorsi cinquant’anni dalla prima Crociata, ispirata dal monaco Pietro l’Eremita e guidata da Goffredo di Buglione. Liberata Gerusalemme, erano stati creati in Oriente dei Regni cristiani. Ora i Turchi, ancora minacciosi tutto intorno alla Terrasanta, avevano aggredito questi giovani stati. Le potenze europee allestirono così una seconda Crociata, ispirata soprattutto da San Bernardo da Chiaravalle, bandita da Papa Eugenio III, e composta da due corpi di spedizione, uno comandato dal Re di Germania, Corrado III, l’altro dal Re di Francia, Luigi VII. Al confronto della prima, questa seconda Crociata doveva essere più disciplinata e meglio organizzata; condotta con criteri militari e strategici. Quando la Crociata si mosse dalla Germania lungo il corso del Danubio fu seguita da uno stuolo di sacerdoti e di monaci e tra questi c’era anche Sant’Ernesto; monaco, non guerriero; con il saio, non con la corazza; per pregare ed assistere i soldati, non per combattere. La Crociata non ebbe successo a causa degli antagonismi e le gelosie tra i due sovrani: i due corpi di spedizione dovettero agire separatamente, e quello comandato da Corrado III, sorpreso dai Turchi a Dorilea, subì, nel 1147, una terribile disfatta. Nella battaglia e nella ritirata che seguì, pare che andassero perduti morti o prigionieri quasi i nove decimi dell’esercito crociato. Tra questi vi fu Sant’Ernesto, morto o prigioniero. Morto per la storia, perché a questo punto finisce quel poco che si sa di certo sul suo conto. Prigioniero, invece, per una ingenua leggenda scritta alla fine del secolo. Nella chiesa abbaziale di Zwiefalten si conserva sull’altare di S. Stefano una statua di Ernesto, raffigurato anche in due pitture. AMALFI NOTIZIE
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