SALERNO E PROVINCIA NEWS Eboli, referto errato: rischia di perdere il piede
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La radiografia venne letta male. Il paziente finirà sotto i ferri. Dovrà operarsi al piede. E rischia di non recuperare la piena funzionalità dell’arto. È la storia di un giovane ebolitano. Motociclista per passione, coinvolto in un incidente stradale durante i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale di Calcio. Era luglio dell’anno mirabilis per lo sport italiano. La squadra di Mancini tra vittorie e pareggi si avviava a vincere il titolo europeo ai calci di rigore contro i leoni della Brexit. Nei festeggiamenti scatenatisi in città, a Eboli come in tutta Italia, il motociclista viene investito da un’auto. Nell’impatto ha la peggio. Il conducente si ferma e presta i soccorsi. I carabinieri fanno il resto. Annotano i dati, verificano le distanze. E attestano le singole responsabilità. Niente di penalmente rilevante. Finirà tutto sulle scrivanie delle società assicurative. Il motociclista, però, conclude il corteo in ospedale. Addolorato dalle fitte al piede. All’arrivo al Pronto Soccorso viene adagiato in ambulatorio. I medici gli chiedono i dettagli dell’incidente. Gli toccano il piede, il centauro vede le “stelle”. Il dato è tratto. Bisogna andare in radiologia, verificare ai raggi x se ci sono lesioni gravi, fratture da ingessare.
Se, addirittura, sia necessario intervenire con l’ausilio degli ortopedici. Tutto ipotetico. Senza “lastre”, niente si vede e niente si può decidere. Il motociclista claudicante, adagiato su una sedia a rotelle, viene trasferito nel reparto di radiologia. Ha il piede “cocomerato”, il dolore che lo accompagna senza sosta, insieme alla fidanzata che non lo lascia per nessun motivo al mondo. Effettuata la radiografia, i medici scrivono una prima diagnosi. Il paziente viene rispedito in Pronto Soccorso. Nuovo referto, una pacca sulle spalle e dimissioni concesse rapidamente. Con la moto rotta, in garage, il centauro torna a casa. Malconcio, con l’ordine di riposare, riposare, riposare. Tutto passerà. Con pomate e riposo. E l’assistenza della fidanzata. Sembra una sciocchezza. Si trasformerà in una via crucis. Il dolore al piede, di fatto scompare. Per farsi rivivo, un mese dopo. Nuova visita, nuovo responso. La prima diagnosi era incompleta, viene raccontato al motociclista.
Dalla radiografia letta male alla sala operatoria, il passo è breve. E necessario. Più del dolore, ora, c’è il timore di non recuperare il pieno utilizzo del piede. Caso di malasanità? È presto per dirlo. Per ora bisogna operare. Poi entreranno in gioco gli avvocati. Le richieste di risarcimento all’Asl. L’accertamento delle responsabilità. Le inevitabili visite medico legali per il motociclista. Passeranno mesi, prima di un responso completo. Sia sanitario che giudiziario. La speranza è che il giovane ebolitano torni a camminare senza problemi. Torni in moto, senza intoppi. Torni in ospedale, con fiducia piena nei confronti dei sanitari.
FONTE www.lacittadisalerno.it di Stefania Battista
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