SALERNO E PROVINCIA NEWS Compostaggio a Fisciano, la Regione revoca i fondi Stop al finanziamento da 19,5 milioni per l’impianto: il Comune ha un mese di tempo per restituire l’anticipo pari al 10%

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INSERITO DA MIKI PAPPACODA FISCIANO - Revocati i fondi per il sito di compostaggio. La Regione Campania, attraverso il decreto dirigenziale numero 25 del 13 settembre, ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Fisciano, nell’agosto 2017, era stato ammesso a un finanziamento di 19,5 milioni di euro. Con quello stesso decreto era stabilita l’erogazione di un anticipo di un milione e 950mila euro, pari al 10% dell’importo, che ora l’Ente avrà un mese di tempo per restituire. Un vero e proprio terremoto per un progetto ritenuto essenziale dalla Regione per la gestione dei rifiuti nell'area Nord della provincia di Salerno. Da tempo l’iter per la realizzazione dell’impianto da 32mila tonnellate annue tra Prignano e Soccorso, nei pressi dell’isola ecologica, era diventato un percorso a ostacoli, specie da quando i comitati ambientalisti e le amministrazioni dei confinanti Mercato San Severino e Montoro, avevano intrapreso una battaglia legale, contestando l’ubicazione a ridosso del centro abitato. Nel dicembre 2019 il Tar accoglieva il ricorso congiunto di attivisti e Comuni, annullando il decreto dirigenziale che escludeva il progetto dalla valutazione d’impatto ambientale, riportando in pratica il procedimento al punto iniziale. Lo stallo proseguiva fino all’ottobre 2020, con l’avvio della procedura di revoca dei fondi da parte della Regione. Dichiarandosi non in grado di proseguire, l’amministrazione fiscianese proponeva, come alternativa, un protocollo d’intesa con l’Ente d'Ambito, cui cedere l’onere di concludere il progetto del sito di compostaggio insieme alle risorse già erogate. Ma la delibera relativa al protocollo a tutt’oggi non è stata approvata dalla giunta regionale e, come si evince dal decreto, gli adempimenti non saranno completati entro il termine fissato al 31 dicembre 2022. Da qui all’ultimo atto, ovvero la revoca del decreto dirigenziale del 2017, e quindi del finanziamento di quasi 20 milioni, con il Comune di Fisciano che dovrà provvedere, entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, alla restituzione della somma anticipata dalla Regione Campania. Una svolta che segue la tegola giudiziaria: la scorsa primavera, a margine di un’inchiesta della Procura di Nocera Inferiore, il gip disponeva il sequestro dell’anticipo sborsato dalla Regione e già in parte trasferito alla partecipata Fisciano Sviluppo, venendo utilizzato per gli espropri. Le indagini avevano evidenziato anomalie nei documenti inviati alla Regione in allegato al progetto, in quanto i terreni indicati sulle carte sarebbero risultati diversi da quelli effettivamente destinati a ospitare l’impianto. Dopo il ricorso al Riesame, i conti del Comune erano stati sbloccati, mentre il giudice aveva confermato il sequestro per le somme incamerate dalla Fisciano Sviluppo (circa un milione di euro). Su 13 persone tra amministrazione comunale, società partecipata, tecnici e funzionari regionali, tutte raggiunte da avviso di garanzia, pende una richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di truffa e tentata truffa aggravata. «In relazione alla problematica concernente il sito di compostaggio il Comune, alla luce delle incomprensioni emerse nei rapporti istituzionali con i Comuni viciniori e con i comitati formatisi sul territorio, aveva chiesto all’Ato (ente rappresentante di tutti i Comuni della Provincia) di farsi carico del problema, comunicando alla Regione di non potersi fare carico della realizzazione dell’impianto - ha dichiarato il sindaco Vincenzo Sessa - La Regione ha ritenuto di annullare la realizzazione dell’intervento in località Soccorso ». Francesco Ienco LA CITTA
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