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NEWS ITALIA E DAL MONDO Eitan rapito, nonno indagato per sequestro di persona. Israele: il bimbo torni in Italia

13 Settembre 2021, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Aya Biran, zia di Eitan e sua tutrice legale -

Aya Biran, zia di Eitan e sua tutrice legale -

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul caso di Eitan, l'unico superstite della tragedia della funivia di Mottarone, affidato a una zia paterna in Italia e portato in Israele, con un blitz, dal nonno materno, si muovono anche le istituzioni di Tel Aviv. Le autorità israeliane dovranno probabilmente ''restituire'' al suo tutore legale in Italia il piccolo. Un parere legale del governo israeliano emesso da esperti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia ha infatti sottolineato che portare Eitan Biran in Israele, contro la volontà del suo tutore legale, costituisce probabilmente un rapimento, secondo quanto riportato da Channel 12 News.
Il documento afferma che la mossa messa in atto dal nonno materno di Eitan ha violato la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili dsottrazione internazionale di minori, una legge adottata da Israele nel 1991. Secondo la legge, le autorità israeliane devono fare tutto quanto in loro potere per restituire il ragazzo al suo tutore legale in Italia il prima possibile. Il tutore legale di Eitan, Aya Biran-Nirko, la sorella residente in Italia del defunto padre del bambino, ha presentato denuncia alla polizia italiana affermando che il bambino è stato rapito dal nonno materno, Shmuel Peleg.

Sequestro di persona

Smhuel Peleg, il nonno materno che ha rapito il piccolo Eitan, è indagato a Pavia per sequestro di persona aggravato. "Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d'impulso". Lo spiegano i legali che rappresentano Shmuel Peleg. "Ci impegneremo - scrivono - perché vengano riconosciuti i diritti della famiglia materna, dopodiché confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane e ci impegneremo in tal senso". Nell'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Mario Venditti, si scava anche su presunte complicità di altre persone nel blitz che ha portato al presunto rapimento. L'uomo sarebbe arrivato in Israele col bambino su un volo privato probabilmente partito da Lugano in Svizzera.

Scontro legale

La nonna materna di Eitan, Ety "era in Italia ed è parte del rapimento". Lo ha detto in un'intervista alla radio israeliana 103 Fm, Or Nirko marito di Aya Biran affidataria in Italia del piccolo. "Sostiene di essere rientrata in volo in Israele il giorno prima, questo a quanto pare per non essere esposta alla accusa di complicità", ha aggiunto. "Abbandonerò la lotta legale solo dopo che i rapitori - ha proseguito - saranno finiti in carcere. L'unica cosa che ci interessa è il bene del bambino". Or Nirko ha poi spiegato di "non credere che Eitan arrivi a comprendere di essere stato stato rapito. Mi immagino che la famiglia materna lo abbia persuaso che lui è tornato in una vacanza e che non sappia del reato compiuto a suo danno. Potete immaginarvi come ci sentiamo". 

"Nessun rapimento"

"Non c'è stato alcun rapimento, il bambino voleva tornare in Israele già da tempo". A ribadire la versione dei fatti della famiglia in Israele è Ety Peleg, nonna materna di Eitan. "Le sue condizioni sono pessime e finalmente - ha tuttavia denunciato questa mattina in un'intervista a Radio 103 confermando che il bambino è in cura all'ospedale Sheba di Tel Aviv - dopo 4 mesi i medici vedranno cosa è successo al piccolo. Per 4 mesi non ha visto alcun medico a parte sua zia in Italia, che è un dottore che si occupa dei detenuti. Per 4 mesi hanno impedito a me e a mio marito Shmuel di consultarci con medici e psicologi". "Adesso - ha proseguito - è sottoposto a consultazioni mediche molto approfondite allo Sheba, inclusa una cura psicologica che doveva essere fatta da tempo. Eitan è il nostro mondo e noi vogliamo essere sicuri che stia bene. È l'unica cosa che ci interessa".

Convenzione dell'Aja

È entrata in Tribunale a Pavia l'avvocato Cristina Pagni, uno dei legali di Aya Biran, zia paterna e tutrice legale di Eitan: "Vado a parlare col giudice tutelare - ha spiegato - per attivare la Convenzione internazionale dell'Aja", che riguarda gli aspetti civili delle sottrazioni internazionali di minori.  "Stiamo studiando, stiamo lavorando. In questo momento non siamo in grado di fare dichiarazioni, ci serve tempo", ha detto l'avvocata Pagni, dopo avere incontrato in tribunale a Pavia i magistrati che si occupano del caso. 

FONTE www.ilgiorno.it

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