LA STORIA DELL’EGITTO Gli scribi
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INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’antico Egitto la funzione della scuola puntava all’educazione dell’individuo fornendogli conoscenze basilari in vari campi, quali le scienze, la scrittura, l’etica sociale, ecc. Come i nostri sistemi educativi, nell’antico Egitto l’educazione preparava i giovani membri delle medie e ricche classi sociali alle forze lavoro del paese e alla partecipazione attiva nelle varie professioni riguardanti le sfere civili, religiose e militari. A differenza però di oggi, il sistema scolastico egiziano mirava alla preparazione unilaterale per le carriere di scriba e di funzionario che, unite a quella sacerdotale, costituiva il nerbo della macchina governativa del paese.
Possiamo ben immaginare il lavoro del maestro per inculcare nella testa degli allievi i sani principi della scrittura e della conoscenza: il verbo insegnare; istruire ha come determinativo, e una riflessione di un maestro ci dice che “avviene che l’orecchio del giovinetto è sulla schiena ed egli ascolta poiché lo si batte”.
Senza dubbio era in questa prima fase degli studi che i fanciulli apprendevano i rudimenti della scrittura e delle conoscenze indispensabili per il loro futuro di scribi, funzionari, ecc. Purtroppo poco si sa sull’organizzazione scolastica in antico Egitto, sulla situazione sociale dei maestri e degli allievi, sui programmi di studio e relative metodologie.
Innanzitutto l’allievo doveva esercitarsi a saper disegnare, poiché la scrittura geroglifica pittografica è un disegno: ne fanno fede gli ostraca di esercitazione (Tavola1) in cui le prove geroglifiche potrebbero anche sconfinare nel campo della pittura e della scultura. Estendendosi nella scrittura ieratica, il lavoro di apprendimento era calligrafico e forse in questo dominio subentrava anche la personalità dell’allievo, data la natura più libera di questo tipo di grafia.
Il metodo di apprendimento consisteva nell’imparare a scrivere copiando (e, una volta impratichiti, sotto dettatura) da modelli a carattere sapienziale, didattico, etico del buon vivere quotidiano, epistolare, ecc. Da errori dei discenti e conseguenti correzioni del docente, s’intuisce che la copia avveniva all’inizio senza comprendere il significato del testo, poiché lo scopo era di imparare a scrivere e anche a leggere.
È interessante quindi la metodologia che univa l’esercizio scrittorio e l’acquisizione, nel tempo, di una serie di regole contenute nei testi di modello.
Inoltre è grazie a questi esercizi di pedissequa copiatura, che ci sono pervenuti i capolavori della letteratura del Medio Regno come, ad esempio, il Racconto di Sinuhe; il Racconto del Naufrago, ecc.
FONTE https://mediterraneoantico.it
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