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LA STORIA DELL’EGITTO Gli scribi

8 Luglio 2021, 14:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LA STORIA DELL’EGITTO Gli scribi

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell’antico Egitto la funzione della scuola puntava all’educazione dell’individuo fornendogli conoscenze basilari in vari campi, quali le scienze, la scrittura, l’etica sociale, ecc. Come i nostri sistemi educativi, nell’antico Egitto l’educazione preparava i giovani membri delle medie e ricche classi sociali alle forze lavoro del paese e alla partecipazione attiva nelle varie professioni riguardanti le sfere civili, religiose e militari. A differenza però di oggi, il sistema scolastico egiziano mirava alla preparazione unilaterale per le carriere di scriba e di funzionario che, unite a quella sacerdotale, costituiva il nerbo della macchina governativa del paese.

Possiamo ben immaginare il lavoro del maestro per inculcare nella testa degli allievi i sani principi della scrittura e della conoscenza: il verbo insegnare; istruire  ha come determinativo, e una riflessione di un maestro ci dice che “avviene che l’orecchio del giovinetto è sulla schiena ed egli ascolta poiché lo si batte”.

Senza dubbio era in questa prima fase degli studi che i fanciulli apprendevano i rudimenti della scrittura e delle conoscenze indispensabili per il loro futuro di scribi, funzionari, ecc. Purtroppo poco si sa sull’organizzazione scolastica in antico Egitto, sulla situazione sociale dei maestri e degli allievi, sui programmi di studio e relative metodologie.

Innanzitutto l’allievo doveva esercitarsi a saper disegnare, poiché la scrittura geroglifica pittografica è un disegno: ne fanno fede gli ostraca di esercitazione (Tavola1) in cui le prove geroglifiche potrebbero anche sconfinare nel campo della pittura e della scultura. Estendendosi nella scrittura ieratica, il lavoro di apprendimento era calligrafico e forse in questo dominio subentrava anche la personalità dell’allievo, data la natura più libera di questo tipo di grafia.

Il metodo di apprendimento consisteva nell’imparare a scrivere copiando (e, una volta impratichiti, sotto dettatura) da modelli a carattere sapienziale, didattico, etico del buon vivere quotidiano, epistolare, ecc. Da errori dei discenti e conseguenti correzioni del docente, s’intuisce che la copia avveniva all’inizio senza comprendere il significato del testo, poiché lo scopo era di imparare a scrivere e anche a leggere.

È interessante quindi la metodologia che univa l’esercizio scrittorio e l’acquisizione, nel tempo, di una serie di regole contenute nei testi di modello.

Inoltre è grazie a questi esercizi di pedissequa copiatura, che ci sono pervenuti i capolavori della letteratura del Medio Regno come, ad esempio, il Racconto di Sinuhe; il Racconto del Naufrago, ecc.

FONTE https://mediterraneoantico.it

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